Anche Conte comincia a muovere le truppe elettorali; ed ecco l’attacco dell’ambasciatore Benassi al ministro Crosetto

Anche Conte comincia a muovere le truppe elettorali; ed ecco l’attacco dell’ambasciatore Benassi al ministro Crosetto

02 marzo 2026

La vicenda del rientro del ministro Guido Crosetto sta suscitando speculazioni di ogni genere. Siamo purtroppo nella norma, oramai. Sono mesi che le opposizioni cavalcano false notizie strumentalizzandone poi il contenuto.
L’esempio più lampante, senza dubbio, riguarda il referendum sulla giustizia: una riforma sana ed equilibrata già presente nelle principali democrazie europee, ma in Italia osteggiata dalla sinistra e da chi ha sempre ritenuto i giudici non un potere autonomo, come sancito dalla carta costituzionale, bensì un proprio target elettorale.
Così, accade che quello che a tutti gli effetti si registra come un caso del tutto accidentale, che peraltro riguarda migliaia di italiani bloccati nel Golfo, sia trasformato dalle opposizioni in un tribunale della vergogna per colpire solo uno dei ministri della Difesa più credibili di sempre.
E capita che in tv a fare i megafoni di questi attacchi strumentali siano persino ex istituzioni dello Stato, che per propria natura e corso professionale dovrebbero invece ben guardarsi dallo scadere nella più becera diatriba politica.
Uno di questi è l’Ambasciatore Piero Benassi, guarda il caso già Consigliere diplomatico di Giuseppe Conte quando il capo del M5S era presidente del consiglio; e, guarda ancora il caso, nominato ancora da Conte persino Autorita’ Delegata dei servizi segreti.
Indubbiamente, tra i più fedeli scudieri dei grillini e da sempre in contrapposizione e rotta con Elisabetta Belloni. Inoltre, in una certa dimestichezza-si mormora-con la stampa e i giornali di sinistra.
Oggi ce lo ritroviamo a pontificare su La 7 dando dell’incredibile alla vicenda che riguarda il ministro Crosetto. Peccato che però nessuno gli abbia ricordato come quando qualche anno fa proprio lui, in qualità di diplomatico, passava le sue giornate -in compagnia dell’allora ministro Paolo Gentiloni- a pianificare anche con il professor Guido Alpa e il portavoce Rocco Casalino il futuro di Giuseppe Conte.
Ne scrissero già diversi quotidiani proprio allora, descrivendolo non più come un diplomatico ma come un vero e proprio uomo-ombra di Conte, un suggeritore, a cominciare dal caso della missione segreta in Italia di William Barr per il caso Russiagate.
Nel Conte II poi la sua ambizione esplose definitivamente e cercò’ in ogni modo di accaparrarsi la poltrona di Segretario Generale della Farnesina occupata da Elisabetta Belloni. Grazie a Dio perse la partita, anche per la forte opposizione del Segretario Generale del Quirinale, Ugo Zampetti.
Riuscì comunque ad ottenere da Conte, proprio 24 ore prima delle sue dimissioni da premier, la fatidica delega ai servizi segreti, allora guidati-facciamo ancora fatica a crederci- da Gennaro Vecchione.
In molti ora raccontano che avrebbe già ottenuto il via libera da Conte a una candidatura nel 2027. E forse è proprio questa la ragione del suo ritrovato dinamismo in TV.