Atene tra LNG e geopolitica: il Corridoio Verticale sfida Ankara

Atene tra LNG e geopolitica: il Corridoio Verticale sfida Ankara

01 marzo 2026

La Grecia prova a riscrivere la propria postura energetica nel Mediterraneo. Il “Vertical Corridor”, iniziativa guidata da Atene, punta a costruire un’infrastruttura gasiera sud-nord capace di convogliare LNG – prevalentemente di origine statunitense – verso i Balcani e l’Ucraina, in sostituzione delle forniture russe. Dopo incontri ad alto livello a Washington e la firma di contratti tra operatori greci, americani ed europei, il progetto ha assunto una dimensione concreta. Il coinvolgimento di major come Chevron ed ExxonMobil ne rafforza la credibilità industriale e finanziaria.

Per Kyriakos Mitsotakis è un successo strategico: trasformare la Grecia da terminale delle pipeline russe a porta d’ingresso del gas americano in Europa sud-orientale. Il vicepremier Kostis Hatzidakis lo ha sintetizzato efficacemente: da punto di arrivo a gateway energetico.

Ma il Mediterraneo orientale non è terreno neutro. Le rivendicazioni marittime restano una variabile critica. Due blocchi esplorativi a sud di Creta si sovrappongono alla zona delineata nel memorandum Turchia-Libia del 2019, che Atene considera illegittimo. Ankara ribadisce che eventuali esplorazioni sarebbero illegali. Resta da capire se il tema sia stato chiarito nell’incontro di gennaio tra Mitsotakis ed Erdogan o se Atene abbia agito sulla base della propria interpretazione dei confini, assumendosi il rischio di future frizioni.

La Grecia ha finora contrastato l’intesa Ankara-Tripoli con strumenti diplomatici – accordo con l’Egitto, mobilitazione di UE e ONU – ma l’attuale operazione può essere letta come un implicito avallo statunitense alla linea greca. Si profila un delicato triangolo Washington-Atene-Ankara.

Anche sul fronte interno il dossier divide. L’ex premier Antonis Samaras parla di concessioni territoriali; il governo replica evocando una clausola di salvaguardia contro eventuali richieste di compensazione. Il dibattito parlamentare si preannuncia acceso. Il Corridoio Verticale è partito, ma tra geopolitica e diritto del mare, il suo approdo resta tutt’altro che scontato.