ATLANTIA: c’è un’inchiesta genovese approdata a Roma che punta sui vecchi inquilini di Palazzo Chigi? Come mai non se ne sa niente?

Strane cose accadono sull’asse giudiziario Genova-Roma a proposito di Atlantia e dei retroscena sulla ben retribuita uscita di scena della famiglia Benetton da Autostrade per l’Italia. Strane cose davvero. Proviamo a capirci qualcosa.
A gennaio, il sempre informatissimo organo delle Procure, cioè il Fatto Quotidiano, sferra un durissimo attacco in varie puntate contro l’ex-premier Matteo Renzi ed il suo amico-consigliori Marco Carrai. Grazie ad un corposo fascicolo di 457 pagine raccolto dalla Guardia di Finanza di Genova su Carrai (che il corrispondente dal capoluogo ligure del quotidiano afferma di aver potuto leggere), ci si dilunga su tutti i presunti contatti internazionali del “braccio finanziario” di Renzi: KGB, l’immancabile Mossad israeliano, possibilità di affari in  India, Egitto etc etc. Ma è solo l’inizio, perché nelle puntate successive si arriva a quello che è il reale obiettivo: attraverso una serie di ben selezionate intercettazioni e mail, dimostrare l’interessamento del giro renziano per la compravendita  di Autostrade per l’Italia.
Peccato che questa operazione sia stata gestita da un altro ex-premier, vale a dire Giuseppe Conte e dalla allora proprietà Benetton/Atlantia (e solo alla fine anche da Mario Draghi).
Prima stranezza: perché il nome di Conte non compare mai negli articoli del Fatto Quotidiano? Forse perché Renzi è ritenuto un avversario e Conte, invece, un leader affidabile? Mistero.
E veniamo alla seconda stranezza.
Passano pochi giorni e il leader del M5S si esibisce in una “excusatio non petita”. Rispondendo ad una domanda sui suoi crucci da premier, Conte se ne esce così: “il mio rimpianto è che non siamo riusciti a far saltare la concessione di Autostrade…era blindata…l’abbiamo contrastata in tutto e per tutto, ma hanno schierato tutti i possibili avvocati e consulenti, avevano a loro favore alcune forze politiche che erano in maggioranza…”.
Ah si? E allora quale strada avete preferito scegliere? Perché non ce ne parla un po’? Nossignore. Fine del rimpianto.
E ora tocca alla terza e ultima (almeno per ora) stranezza.
Perché trascorrono appena un altro paio di giorni e sulla cronaca genovese del Secolo XIX, viene pubblicato uno “scoop” che stranamente non viene ripreso da nessun giornale, neppure dal Fatto Quotidiano: è in pieno svolgimento un’inchiesta condotta dalla Procura di Roma (pm Neri e Tucci, coordinati dall’aggiunto Ielo, quindi pool dei reati contro la pubblica amministrazione), in cui risultano indagati diversi ex-presidenti ed ex-AD di Autostrade durante la gestione Benetton/Atlantia.
Conclusione: quali potrebbero essere questi reati contro la P.A. ? E commessi eventualmente da chi, in concorso con i vecchi vertici Benetton/Atlantia/ASPI?
Qualcuno già prevede un invio degli atti al Tribunale dei Ministri, ma forse è ancora troppo presto per formulare un’ipotesi del genere. Perché tutto potrebbe anche finire come una bolla di sapone, ribattono i legali degli indagati. E i precedenti non mancano.
Sullo sfondo, per il momento, ci sono solo il  “giallo” politico-editoriale e le stranezze che vi abbiamo raccontato: dovete accontentarvi. Almeno fino alla prossima puntata.

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