
Bessent sfida il mercato: il Tesoro americano entra in modalità guerra
I verbali della Federal Reserve (Fed), la banca centrale americana, hanno lanciato un messaggio scomodo: l’inflazione derivante dai dazi si è ormai trasmessa all’economia, l’intelligenza artificiale (IA) rischia di essere inflazionistica nel breve periodo e la guerra con l’Iran aggiunge ulteriore incertezza. Tradotto: i tassi potrebbero dover salire.
Ed è proprio qui che entra in scena Scott Bessent, segretario al Tesoro degli Stati Uniti.
Dal 9 settembre al 4 novembre il Tesoro raddoppierà da 2 ad almeno 4 miliardi di dollari i riacquisti dei titoli di Stato americani (Treasury) fuori benchmark con scadenze tra 10 e 30 anni. L’operazione sarà probabilmente finanziata aumentando l’emissione di Treasury bill (T-bill), cioè titoli a breve scadenza: meno pressione sulla parte lunga della curva, più finanziamento su quella breve.
Una sorta di Operation Twist realizzata non dalla Federal Reserve, ma dal Tesoro.
Il mercato ha capito immediatamente il messaggio: rendimento del Treasury decennale in calo di 7 punti base e quello del trentennale di 10. Washington non intende restare a guardare mentre aumenta il costo del finanziamento. Non proprio un dettaglio mentre il debito pubblico americano raggiunge i 40.000 miliardi di dollari.
Stiamo entrando nella dominanza fiscale: sarà sempre più il Tesoro a condizionare la struttura della curva necessaria per finanziare centri dati, difesa e rilocalizzazione industriale.
E qui arrivano le stablecoin.
Il Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act (GENIUS Act) potrebbe favorirne una diffusione enorme. Più USD Coin (USDC) e Tether (USDT) significa maggiori riserve che gli emittenti dovranno investire anche in Treasury bill. Washington potrebbe così costruire un nuovo gigantesco compratore strutturale di debito americano, attirando contemporaneamente capitali dal resto del mondo.
Una macchina perfettamente coerente con la nuova politica economica strategica americana.
Perché nello stesso momento Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, annuncia contro l’Iran quella che definisce la più devastante operazione economica mai intrapresa contro un Paese, minacciando conseguenze anche per chi continuerà a sostenere Teheran. Il rischio è quello di arrivare inevitabilmente alle sanzioni secondarie contro Russia e Cina.
Scott Bessent sta quindi mandando un messaggio molto preciso: Washington non permetterà che l’aumento dei rendimenti impedisca agli Stati Uniti di combattere questa guerra economica.
Ma esiste un limite che neppure il Tesoro può aggirare.
Si può modificare la composizione delle emissioni, sostenere la parte lunga della curva e creare nuova domanda di Treasury attraverso le stablecoin.
Ma nessuna ingegneria finanziaria può trasformare il greggio in diesel.
Ed è proprio qui che potrebbe aprirsi il prossimo fronte della guerra.


