
Germania, il gas torna a essere un problema: gli stoccaggi sono troppo bassi
Mentre l’Europa nord-occidentale attraversa un’estate particolarmente calda, in Germania sta maturando un problema che rischia di esplodere con l’arrivo dell’inverno: gli stoccaggi di gas sono troppo bassi.
L’Europa era già uscita dallo scorso inverno con riserve inferiori alla media recente e la successiva campagna di riempimento si sta rivelando deludente. Il caso più critico è proprio quello tedesco. Gli stoccaggi della Germania sono pieni soltanto per circa il 50%, contro una media dell’Unione europea poco inferiore al 62%. E non si tratta di un dettaglio: la Germania è il maggiore consumatore europeo di gas e possiede oltre un quinto dell’intera capacità di stoccaggio dell’Unione europea.
A lanciare l’allarme sono ora gli stessi operatori tedeschi delle reti di trasporto, riuniti nella Vereinigung der Fernleitungsnetzbetreiber Gas (FNB Gas), l’associazione degli operatori delle reti di trasmissione. Parlano apertamente di “situazione critica”.
L’obiettivo legale tedesco prevede stoccaggi al 71% entro il primo novembre, già molto meno del precedente obiettivo europeo del 90%. Ma persino raggiungere quella soglia appare difficile. Le immissioni giornaliere sono infatti inferiori a 0,5 terawattora (TWh) e, aumentando il livello degli stoccaggi, diminuisce anche la capacità fisica di iniezione.
Il problema è che i terminali tedeschi di gas naturale liquefatto (GNL) non dispongono della capacità necessaria per compensare facilmente il deficit. Berlino potrebbe naturalmente importare più GNL attraverso Francia e Benelux. Ma qui entra in gioco la geopolitica: se l’instabilità in Medio Oriente dovesse protrarsi fino alla stagione invernale, aumentando i prezzi dei carichi flessibili, riempire gli stoccaggi all’ultimo momento potrebbe diventare estremamente costoso.
Ed è proprio questo il punto. La ministra tedesca dell’Economia, Katherina Reiche, lo scorso anno aveva rinunciato all’ipotesi di un riempimento organizzato dallo Stato, temendo che la presenza pubblica sul mercato facesse salire artificialmente i prezzi estivi. Il risultato furono livelli relativamente bassi degli stoccaggi nel 2025, che hanno contribuito alla vulnerabilità attuale.
Il governo continua però a sostenere che il riempimento sia responsabilità dell’industria. Una posizione difficile da sostenere quando la curva dei prezzi rende poco conveniente acquistare oggi gas potenzialmente costoso senza sapere quali saranno le quotazioni invernali.
La Germania rischia così di ripetere un errore già visto con la Russia: confondere una situazione temporaneamente tranquilla con una situazione strutturalmente sicura.
Nessuno poteva prevedere con certezza una guerra su larga scala in Medio Oriente capace di mettere sotto pressione le forniture di GNL. Ma è precisamente questo il significato della sicurezza energetica: prepararsi quando le condizioni sono favorevoli, non quando la crisi è già arrivata.
Perché se Berlino entrerà nell’inverno con gli stoccaggi insufficienti, dovrà comprare gas praticamente a qualsiasi prezzo. E ancora una volta sarà la geopolitica a presentare il conto alla più grande economia europea.


