“Deriva autoritaria”: qualsiasi cosa accada negli USA o in Italia che disturbi le sinistre, nasconde questo pericolo per la democrazia.

“Deriva autoritaria”: qualsiasi cosa accada negli USA o in Italia che disturbi le sinistre, nasconde questo pericolo per la democrazia.

11 agosto 2026

E Donald Trump e Giorgia Meloni non possono farci niente. Perché ogni imbecille fazioso che decida di usare questa espressione sa già in partenza che esistono decine di media radiotelevisivi e della carta stampata pronti a fargli da cassa di risonanza.

Vogliamo fare la conta e poi paragonare questi allarmi con Putin e Xi Jinping e i regimi al potere a Mosca e Pechino? Oppure su quelli del partner NATO Erdogan e di tutti i democraticissimi paesi che sostengono la causa palestinese?

Macché, fatica inutile e paragoni improponibili.

Soprattutto in Italia, dove poter accusare il governo di centrodestra in generale e la premier Meloni (ma anche il vice Salvini) in particolare, di “deriva autoritaria”, è diventato lo sport preferito dagli avversari e dai soccorrevoli “giornalisti democratici”.

In alternativa, ci si può dedicare anche ai “depistaggi” degli immancabili “servizi segreti deviati”, meglio se intrisi di un po’ di piduisti e terroristi fascisti. Strage di Bologna docet.

Poi, se si tratta invece di mobilitarsi in favore di Spin Time, allora ecco gli stessi “giornalisti democratici” inginocchiarsi davanti agli intellettuali scesi in campo in favore dei poveri occupanti a rischio sfratto. Che forse volevano generosamente aiutare il sindaco Gualtieri nell’acquisto del palazzo ex-INPDAI con i proventi dei pacchi di droga trovati nascosti nell’edificio.

Visto che questa è certamente un’opera di bene e non ha niente a che vedere con le “derive autoritarie” stile Meloni.