L’UCRAINA NON PUÒ VINCERE LA GUERRA DEI MISSILI. E ALLORA COLPISCE IL PORTAFOGLIO DI PUTIN

L’UCRAINA NON PUÒ VINCERE LA GUERRA DEI MISSILI. E ALLORA COLPISCE IL PORTAFOGLIO DI PUTIN

11 agosto 2026

La guerra in Ucraina sta entrando in una fase paradossale. Kiev è sempre più vulnerabile ai missili russi, ma contemporaneamente sta imparando a utilizzare i droni per colpire dove Mosca può subire danni enormemente superiori al costo dell’attacco: nei colli di bottiglia della sua economia.

Partiamo dal problema ucraino. A luglio la Russia avrebbe lanciato 180 missili balistici e quasi balistici: 143 sono passati. Ad agosto il bilancio sarebbe persino peggiore: dei primi 52 soltanto uno sarebbe stato intercettato.

Il problema non è tecnologico. È industriale.

Per abbattere Iskander, Kinzhal e Zircon servono intercettori sofisticati e costosissimi, spesso lanciati in coppia per aumentare le probabilità di successo. Ma le scorte occidentali sono limitate. La produzione tedesca su licenza dei PAC-2 GEM-T dovrebbe arrivare a 120-170 intercettori l’anno. Mosca sarebbe già in grado di produrre oltre 700-800 missili balistici.

È una guerra di fabbriche prima ancora che di eserciti. E per ora la Russia ha il vantaggio.

Ecco perché diventa interessante osservare cosa sta facendo Kiev dall’altra parte del fronte.

I droni ucraini hanno iniziato a colpire i giganteschi centri logistici di Wildberries, il colosso russo del commercio elettronico: oltre 6.000 miliardi di rubli di vendite e 80 milioni di clienti.

Ma il vero obiettivo potrebbe essere molto più grande.

Dietro Wildberries c’è VTB, seconda banca russa e grande finanziatrice dei progetti industriali e infrastrutturali voluti dal Cremlino. Una banca già appesantita da crediti problematici e da una carenza di capitale stimata in almeno 700 miliardi di rubli.

Wildberries aveva concentrato la logistica in pochi enormi centri per abbattere i costi. Perfetto in pace. Pericolosissimo in guerra.

Con droni relativamente economici Kiev può distruggere infrastrutture da centinaia di miliardi, comprimere margini già sottilissimi, costringere le imprese a disperdere i magazzini e infine trasferire le perdite sul sistema bancario.

È questa la nuova guerra di logoramento.

Mosca utilizza missili da milioni per consumare gli intercettori occidentali. Kiev utilizza droni da una frazione del costo per consumare il capitale russo.

Da entrambe le parti l’obiettivo ormai è lo stesso: costringere il nemico a spendere cento per difendere qualcosa che puoi attaccare spendendo dieci.