Desio, l’ora della tensione interna: lavoratori e sindacati contro la banca

Desio, l’ora della tensione interna: lavoratori e sindacati contro la banca

28 gennaio 2026

Banco Desio chiude il bilancio bene: utile netto consolidato a 125,5 milioni di euro, in crescita del 16%, payout agli azionisti portato al 50% e solidi indicatori patrimoniali. Eppure, dietro il bilancio positivo, cresce il malcontento interno. Sindacati e lavoratori denunciano una distanza sempre più ampia tra i risultati economici e il trattamento riservato al personale.

A far esplodere il caso è il mal di pancia di Mauro Scarin, segretario nazionale organizzativo della Fabi, che parlando della situazione in Banco Desio mette il dito nella piaga: «I risultati sono importanti, ma dietro i numeri ci sono le persone. Se crescono utili e dividendi, devono crescere anche tutele e riconoscimenti per i lavoratori». Secondo il sindacato, alla crescita della banca non corrisponde un adeguato riconoscimento economico e di welfare per chi quei risultati li produce ogni giorno.

Nel mirino finiscono in particolare il premio di produttività, giudicato non proporzionato agli utili, e la gestione del welfare aziendale. Scarin parla apertamente di “scollamento” tra performance aziendale e attenzione al personale, con il rischio – avverte – di alimentare demotivazione e perdita di valore nel medio periodo.

Alle critiche sindacali si sommano le proteste sul fronte del lavoro precario. Fisac e Nidil Cgil chiedono la stabilizzazione dei lavoratori interinali, denunciando carenze strutturali di organico nonostante gli utili in crescita. «È inaccettabile non stabilizzare i precari mentre la banca continua a macinare profitti», affermano le sigle sindacali.

E sull’operato del management incombe l’occhio vigile del Ministero dell’Economia, con il suo timoniere Giorgetti, che ora incrementerà l’attenzione sulla banca.