L’economista Fortis (consigliere di Renzi e Monti) manda in pezzi le accuse di impoverimento degli italiani da parte della Meloni

L’economista Fortis (consigliere di Renzi e Monti) manda in pezzi le accuse di impoverimento degli italiani da parte della Meloni

28 gennaio 2026

Certo che il nostro è proprio un popolo di masochisti. Malgrado Pd, M5S e AVS ripetano ossessivamente su tutti i media che gli italiani sono sempre più poveri e sempre più in difficoltà ad arrivare alla fine del mese, la maggioranza continua ad avanzare nelle intenzioni di voto. E soprattutto a far crescere il partito della premier Giorgia Meloni, cioè la principale imputata della crisi economica che attanaglia le famiglie.

Fratelli d’Italia vinse le elezioni nel 2022 con il 26% ed oggi viaggia stabilmente sopra il 31% (sondaggio di Mentana su La7, non certo sui cosiddetti TG di TeleMeloni).

Ma siccome, oltre ai faziosi in SPE (servizio permanente effettivo) esistono anche analisti ed economisti di grande onestà intellettuale, il fenomeno Meloni può essere spiegato senza trucchi o infingimenti di sorta.

Lo ha dimostrato proprio qualche giorno fa sul Messaggero (quotidiano non certo “militante” del centrodestra) il professor Marco Fortis, che nel passato è stato consigliere economico di presidenti del Consiglio come Matteo Renzi e Mario Monti.

Il punto di Marco Fortis è brutalmente semplice e politicamente scorretto: la narrazione dell’Italia come Paese ad altissima disuguaglianza patrimoniale è falsa. I dati dicono l’opposto. Se si guarda alla distribuzione della ricchezza netta (immobiliare e finanziaria), l’Italia è il grande Paese europeo dove i “meno abbienti” stanno relativamente meglio.

Fortis smonta il frame dominante partendo da un dato ignorato: «la metà degli italiani con patrimoni più bassi detiene 831 miliardi di euro», più di Spagna, Francia e Germania. Non solo: il rapporto tra il 10% più ricco e il 50% più povero è 8 volte in Italia, contro 11 in Francia, 24 in Germania e 27 negli Stati Uniti. Altro che Paese oligarchico.

Il motivo è strutturale, non ideologico: «nelle economie mediterranee la ricchezza è più diffusa», grazie alla proprietà della casa, a una minore leva finanziaria e a un indebitamento delle famiglie più basso. L’Italia non è il Paese dei super-ricchi, ma quello con meno poveri patrimoniali tra i grandi.

Conclusione implicita – e politicamente esplosiva: tassare “i ricchi” in Italia significa spesso colpire il ceto medio patrimoniale, non un’élite ristretta. E continuare a raccontare il contrario è propaganda, non analisi.