Difesa: De Giorgi critica il tandem Pinotti-Graziano e la “spectre” interviene

Difesa: De Giorgi critica il tandem Pinotti-Graziano e la “spectre” interviene

08 marzo 2017

Non a caso agisce per nome per conto del vertice della Difesa. È una “spectre” efficientissima. Appena c’è qualcuno che si azzarda a criticare i contenuti del ddl applicativo del Libro Bianco, scatta la controffensiva per tutelare l’operato della ministra Pinotti-Pinocchia e del “generalissimo” Graziano-Badoglio.

Domenica scorsa, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, l’ex-capo di Stato Maggiore della Marina Militare vittima dell’inchiesta-bufala su Tempa Rossa (lo stesso pm ha chiesto l’archiviazione) era stato invitato al varo della settima fregata multimissione nei cantieri di Riva Trigoso. E qui, chiacchierando con un giornalista de “La Nazione”, se n’era uscito con alcuni giudizi molto duri sia sulle mancate promesse per il rilancio dell’Arsenale di La Spezia, sia sul contestato articolato del Libro Bianco.

Apriti cielo. Così com’era avvenuto per l’attacco del segretario generale della funzione pubblica della Cisl, Franco Volpi, la “spectre” della Difesa è subito entrata in funzione, facendo pervenire a tutti i media la preghiera di ignorare le critiche di De Giorgi. E per tagliare la testa al toro ed acquisire nuovi meriti presso il tandem Pinotti-Graziano, ha perfino imposto un’intervista “riparatrice” all’ammiraglio di Divisione Giorgio Lazio, comandante il Dipartimento Marittimo Nord. Come si suol dire: un lavoretto preciso.

E allora vediamo cosa aveva detto di tanto scandaloso l’ex-capo di Stato Maggiore della Marina e ciò che è stato costretto a “rettificare” (si fa per dire) l’imbarazzatissimo ammiraglio ora in servizio a La Spezia.

Ammiraglio, a La Spezia il piano Brin in Arsenale procede al rallentatore, il turnover è al palo.
“Ho letto dell’insofferenza dei sindacati”.

Che dire?
“Hanno pienamente ragione”.

Cioè?
“Su questo il ministro si era impegnato in tante occasioni: con la Marina, con la città, con i rappresentanti dei lavoratori. Purtroppo i risultati sono prossimi allo zero”.

Mancano le risorse…
“Sarà anche così, ma non adoperarsi e non cogliere le opportunità delle deroghe al blocco delle assunzioni in Arsenale è paradossale”.

Perché?
“Perché un Arsenale rinnovato senza uomini capaci di lavorare è un non senso”.

I sindacati, al proposito, lamentano il mancato rilancio della scuola allievi operai.
“Qui il paradosso va oltre il discorso delle necessità dell’Arsenale; in gioco ci sono i bisogni dell’interno comparto navalmeccanico della Spezia, con le nuove navi da costruire”.

Insomma, il ministro l’ha delusa.
“Guardi, io ho firmato fior fiore di protocolli di grande importanza strategica per il territorio, all’insegna del dual use delle strutture. I risultati sono scarsi”.

Esempi?
“Ce n’è uno con la Regione Liguria, datato 20 dicembre 2014, di grande portata. C’erano tanti progetti da sviluppare nella ricerca, nel campo delle infrastrutture, dell’ambiente, mettendo in rete le forze. Io ancora aspetto di vedere. E fra meno di un anno il protocollo scade”.

Intanto avrà visto l’articolato sull’attuazione del libro bianco per la riforma delle forze armate. Che dire?
“Comunicazione all’esterno all’insegna del fumo; risultati in divenire pericolosi”.

Cioè?
“Accentrare il comando delle forze armate in una sola persona, il capo di Stato maggiore della Difesa, depotenziando i capi delle singole forze col contentino di allungarne la presenza di un anno nel ruolo, mi pare un prepensionamento dorato per questi ultimi e un rischio per il Paese. Per altro non comprendo le ragioni per cui una volta tolte le responsabilità più pregnanti ai capi di forza armata (comando operativo, logistico, eccetera) vengano lasciati loro la quarta stella, la super indennità e gli alloggi di rappresentanza, dando in aggiunta la garanzia di fare tre anni invece che due”.

Parole molto chiare e critiche sull’operato dei vertici della Difesa. E veniamo ora alla replica: durante una chiacchierata con il Secolo XIX l’ammiraglio Lazio in termini fumosi e in pieno stile burocratese ammette i ritardi nelle erogazioni del piano Brin, ma assicura che 9 milioni arriveranno nel 2017 e 17 nel 2018. “L’incremento qualitativo delle lavorazioni all’interno dell’Arsenale passerà attraverso la sinergia sempre più efficace fra strutture della Marina e le tante realtà produttive ed istituzionali della città, oltre che del polo ligure-toscano. Ne è prova – assicura l’alto ufficiale – un progressivo aumento del ricorso allo strumento della permuta di servizi, fenomeno che per i soli comandi che operano nell’area de La Spezia, ha ampiamente superato i 3 milioni di euro nel 2016”.

E per cercare di tranquillizzare le preoccupazioni di militari e civili per l’Arsenale di La Spezia, ecco le fantastiche promesse del tandem Pinotti-Graziano veicolate attraverso l’ammiraglio Lazio: “entro tre anni almeno, cinque navi della nuova flotta saranno basate in Arsenale per il loro completamento, seguite subito da altrettante, il tutto per oltre un decennio”.

L’ammiraglio Lazio ha bellamente sorvolato sulle mancate assunzioni in Arsenale e poi ha aggiunto una balla affermando che la scuola operai è stata finalmente aperta. Peccato, però, che non contenga allievi operai, bensì studenti dell’ITIS che si avvalgono delle strutture.

Su tutto il resto, cioè sulle conseguenze del Ddl del Libro Bianco, ovviamente, neanche una parola. E adesso giudichi il lettore se c’è motivo di allarmarsi o no.