Difesa, le lamentele dell’“ubiquo” Figliuolo, con un occhio sempre attento alla successione di Serino e al “rivale” Masiello

Al governo e ai vertici delle Forze Armate, cominciano ad averne le scatole piene dei giochetti carrieristici del generale Francesco Paolo Figliuolo. Che prima pretende di restare anche a capo del COVI per accettare la carica di Commissario Straordinario per la Romagna e poi si lamenta -tramite Il Foglio- di non avere “il dono dell’ubiquita’ per affrontare anche l’emergenza Niger.
Perché, per lui, l’importante è poter restare in corsa verso l’incarico di CSME quando a febbraio dell’anno prossimo scadrà quello di Pietro Serino (il quale, peraltro, si sta agitando da par suo, per ottenere una proroga).
E in quest’ottica, deve tenere a bada pure le ambizioni del più giovane “rivale” Carmine Masiello, attuale SCSMD e anche lui in febbrile attesa di poter arrivare a fregiarsi di quella quarta stella che già l’insediamento al COVI al posto del Commissario Figliuolo gli avrebbe garantito.
Una lotta tra titani, insomma. Tra un generale che disprezza la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (affettuosamente definita in chat “la borgatara”) e pretendeva di restare nel palazzo adiacente a quello del ministro e del CSMD anche da comandante del COVI; e un suo parigrado che da  quando ricopri’ l’incarico di Consigliere Militare dell’ex-premier Matteo Renzi, si è autocandidato a tutto, dai Servizi ai vertici dell’Esercito.
Generali all’italiana…in bocca al lupo, ministro Crosetto!

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