Come preannunciato da Sassate (leggi qui), il generale Pietro Serino è stato nominato CSM dell’Esercito. Scelta discutibile, perché il capo di gabinetto del ministro Guerini è certamente un eccellente commis de l’état, ma non può certo vantare gli incarichi operativi degli altri due generali che componevano la terna dei “papabili”: Figliuolo e Portolano.

Pazienza, la forza armata dovrà farsene una ragione e almeno sperare che  un CSM “politico” possa portare più vantaggi di uno più squisitamente “militare”.

Le premesse, d’altra parte, non sono buone. Il Chod Vecciarelli, malgrado i tentativi di smentite indirizzate a Sassate, è riuscito – dopo i vari passaggi parlamentari – a far definire dal ministero della Difesa a tempo di record (una sola settimana) il megapianogalattico Jamms-Caew che avvantaggerà l’industria americana e israeliana ai danni di quella italiana e per molti anni destinerà quasi tutti i fondi della Difesa verso l’ Aeronautica. Tanto da far dichiarare dal Chod a deputati e senatori che non ci sono neppure gli euro per il munizionamento (missili, siluri etc)…

Tutti gli altri programmi d’investimento, contratti compresi, necessitano di esami e controlli minuziosi che durano mesi. Questi, no. Come mai è stato possibile fare tutto in sette giorni?

Perché nessuno avesse il tempo di fare domande? Perché nessuno potesse chiedere come mai i requisiti tecnici di un aereo-spia non fossero stati concordati con i servizi? Mistero.  Così  nasce il sospetto che Guerini e i suoi “consigliori” abbiano voluto mettere il premier Draghi ed il ministro Giorgetti di fronte al fatto compiuto. E senza che i magistrati della Corte dei Conti, attivissimi in altre circostanze, abbiano ritenuto di accendere un faro su queste velocissime decisioni della Difesa.

Ma sul piano Jamms-Caew, Sassate tornerà presto ad occuparsi, come ha fatto in passato, con il dettaglio dei fondi investiti ignorando le aziende italiane. Nel frattempo, si attende ora la prima nomina “eccellente” del dopo-Serino: quella di chi lo dovrà sostituire nel delicato incarico di capo di gabinetto.

Il candidato prescelto da Guerini e dal suo potentissimo capo della segreteria politica, Fausto Recchia, sarebbe già bell’e pronto: l’ambiziosissimo ex-comandante della missione Sophia e attuale responsabile delle Scuole della Marina Militare, ammiraglio Enrico Credendino.

In ottimi rapporti nel PD con l’ex-Alto Commissario per la politica estera dell’UE, Federica Mogherini e con la presidente della  Commissione Difesa di Palazzo Madama (e già ministra) Roberta Pinotti, ma sponsorizzatissimo pure da Graziano Badoglio (a sua volta destinato a succedere a Mosca Moschini al Quirinale quando  a novembre, si concluderà il suo mandato a Bruxelles).

Per Credendino, si tratterebbe del perfetto trampolino di lancio per prendere il posto di Cavo Dragone come CSM della Marina tra meno di un anno e mezzo. E poi  chissà, potrebbe toccare proprio a lui succedere a Serino, a questo punto il più probabile Chod del dopo-Vecciarelli. Sempre che, nel frattempo, non arrivino le elezioni e un bel governo di centrodestra, che allora farebbe piazza pulita di certe ambizioni con  l’avallo della politica.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

2 Commenti

  1. Occhio che il problema non è solo il piano Jamms-Caew, il Generale Serino dovrà gestire anche innumerevoli fughe in avanti di suoi attuali primi riporti che, come pianificato con il Gen. Farina, continuano a voler acquisire capacità “straniere” benchè capacità simili siano disponibili a livello nazionale.

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