
E se Marine Le Pen dovesse diventare una nuova Thatcher?
Marine Le Pen ha capito una cosa che molta destra europea continua a ignorare: per vincere non basta parlare di immigrazione. Bisogna parlare di proprietà.
Al lancio della sua campagna a Hénin-Beaumont, mentre tutti aspettavano il solito repertorio su sicurezza, francesi prima e potere d’acquisto, Le Pen ha tirato fuori il coniglio dal cilindro: la casa.
La scelta è politicamente formidabile perché la casa permette di tenere insieme quasi tutto. Potere d’acquisto, natalità, immigrazione, ambiente, libertà economica, periferie, costruzioni e soprattutto aspirazione alla proprietà. Un’agenda potenzialmente molto più larga dell’elettorato tradizionale del Rassemblement National.
Le proposte sono altrettanto indicative: liberare terreni edificabili, prestiti a tasso zero, nuove costruzioni, abolizione o ridimensionamento dei vincoli ambientali, trasformazione degli uffici vuoti in abitazioni e possibilità per gli inquilini di acquistare gli alloggi sociali nei quali vivono. Persino MaPrimeRénov’ (il programma pubblico francese di incentivi per la riqualificazione energetica delle abitazioni) verrebbe sostituito da finanziamenti a tasso zero utilizzabili liberamente per le ristrutturazioni, aria condizionata compresa.
Si può discutere sulla sostenibilità finanziaria del programma. Ma politicamente il punto è un altro.
Le Pen sta tentando di trasformare il Rassemblement National da partito della protesta a partito della proprietà. Meno Stato che ti dice dove e come costruire, meno burocrazia verde, più case, più credito e più francesi proprietari dell’abitazione in cui vivono.
Ricorda qualcosa?
Margaret Thatcher comprese quarant’anni fa che vendere le case popolari agli inquilini non era soltanto politica abitativa. Era ingegneria politica. Trasformare un affittuario in proprietario significava modificare interessi, aspettative e perfino comportamento elettorale.
Ed è proprio qui che l’esperimento francese diventa europeo. Dal 2015 i prezzi delle abitazioni nell’Unione europea sono aumentati di oltre il 60%. Dall’Irlanda alla Spagna, dal Portogallo alla Germania, la casa sta diventando una delle principali fratture generazionali e sociali.
La sinistra propone prevalentemente sussidi, edilizia pubblica e regolamentazione degli affitti. Le Pen prova a rispondere con proprietà, costruzioni e deregolamentazione.
La nuova destra europea potrebbe così trovare il suo prossimo terreno di conquista.


