
Onorato frigna per le firme da raccogliere per candidarsi: ma dove sono finiti i 700 amministratori e le migliaia di iscritti?
Curioso personaggio questo Alessandro Onorato. Per non dire altro. Ufficialmente, svolge le funzioni di assessore capitolino ai Grandi Eventi dopo aver guidato una lista di sostegno al sindaco Roberto Gualtieri. Incarico che gli è sempre stato un po’ stretto, essendo convinto di meritare molto di più.
E infatti si è più preoccupato di curare la propria immagine attraverso le pagine di cronaca del Messaggero, che di intorpidirsi le gambe seduto ad una scrivania. Foto e articoli a gogo’ su qualsiasi mini avvenimento cittadino.
Poi, finalmente, il grande salto in avanti. Sì è inventato un movimento “centrista”, lo ha pomposamente battezzato “Progetto Civico” ed ha invaso le segreteria dei media di comunicati, attraverso i quali ci ha informato di risultati strabilianti: l’adesione di 700 sindaci e amministratori disseminati sull’intero territorio nazionale. Naturalmente accompagnati da migliaia e migliaia di iscritti.
Peccato che, ad oggi, rimanga misteriosa l’identità del 98% di questi primi cittadini, assessori e consiglieri; e quali grandi, medi e piccoli comuni rappresentino. Riserbo assoluto. Però, altri comunicati, specificano che si moltiplicano i circoli a sostegno dell’iniziativa.
Insomma, successi su successi ed incontenibile entusiasmo.
Quando però si svolgono manifestazioni pubbliche, si scopre che gli unici sostenitori identificabili delle roboanti iniziative di Onorato sono sindaci e politici militanti o comunque a capo di giunte che hanno il Pd come traino dominante.
Qualche esempio? Lo stesso Gualtieri, Manfredi (Napoli), Sala (Milano), Salis (Genova), De Toni (Udine) Salvetti (Livorno) e Sisti (Spoleto).
Nessuno di loro risulta aver fatto dichiarazioni di voto futuro a vantaggio di “Progetto Civico”.
In pratica, quello di Onorato è lo stesso schema che venne contestato a suo tempo a Calenda e a Renzi: prendi amministratori già eletti con altri simboli e li riconti come tuoi.
Ecco perché ora questo neo leaderino centrista si strappa le vesti e si appella a Mattarella per cercare di scongiurare ciò che prevederà la nuova legge elettorale: la raccolta di 6.000 firme (prima erano 10.000) a sostegno della lista elettorale da presentare in ciascun collegio.
Il rischio che il “”bluff” di “Progetto Civico”venga scoperto, si è fatto reale. E l’unica ancora di salvezza è che il Pd, il M5S o qualche altro caritatevole partito presente in Parlamento, “presti” qualche proprio rappresentante ad Onorato fino alla fine della legislatura, in modo tale da scongiurare l’incubo delle firme da raccogliere.
Come figura di palta, sempre per non essere più crudi, non sarebbe male.


