Fondo Italiano, la gestione Bertone-Poggiali sotto la lente. Il caso del ruolo dell’ex ad nella vendita di Rina

Fondo Italiano, la gestione Bertone-Poggiali sotto la lente. Il caso del ruolo dell’ex ad nella vendita di Rina

09 febbraio 2026

Come Sassate aveva scritto in precedenza, e non per puro esercizio di stile polemico, la presidente del Fondo Italiano Investimento brama il potere e non è amata dal mercato. Non lo dicevamo per cattiveria, ma perché i segnali c’erano tutti e continuano ad accumularsi. Nell’articolo che già raccontava la riconferma contestata, il quadro era chiaro: governance traballante, umori pessimi tra gli operatori e una sensazione diffusa di gestione fuori fase rispetto a ciò che servirebbe davvero a un campione nazionale del private equity pubblico-privato.

Ora però il film si arricchisce di una nuova scena, di quelle che non passano inosservate. In campo è scesa anche Banca d’Italia, che – secondo quanto riportato da Milano Finanza – è andata a fare le pulci alle vecchie gestioni di Fondo Italiano di Investimento. Non un controllo di routine, ma rilievi che parlano di governance, processi e scelte che, a quanto pare, non hanno convinto del tutto la Vigilanza. Quando Bankitalia bussa, raramente è per chiedere un caffè. E il tempismo non è esattamente rassicurante.

E poi c’è il capitolo più indigesto, quello che riguarda l’ex amministratore delegato Davide Bertone. Se la gestione passata è stata un disastro, c’è chi sostiene che qui si sia andati anche oltre. Bertone se n’è andato, sostituito da Domenico Lombardi, che almeno ha iniziato una seria pulizia interna. Ma subito dopo l’uscita, l’ex AD è ricomparso come consulente per la vendita di Rina, società di consulenza di grande valore strategico. Peccato che Rina fosse stata comprata appena un anno prima proprio da Fondo Italiano, quando Bertone era amministratore delegato.

Il cortocircuito è evidente. Non solo: Bertone starebbe spingendo per vendere questa eccellenza italiana a fondi stranieri, e – dettaglio non secondario – incasserebbe una fee sia da Fondo Italiano sia da Rina stessa in caso di vendita. Un doppio cappello che, quantomeno, pone seri interrogativi di opportunità, se non di conflitto d’interessi.

In sintesi: una presidente contestata, un ex AD fin troppo disinvolto, Bankitalia che accende i riflettori. Fondo Italiano può andare solo meglio di così.