
Francia, la paralisi politica presenta il conto
In Europa il bilancio provvisorio rappresenta una sorta di assicurazione contro l’instabilità politica. Se Parlamento e governo non riescono ad approvare la nuova legge di bilancio entro fine anno, lo Stato può continuare a funzionare utilizzando temporaneamente gli stanziamenti precedenti. È una differenza sostanziale rispetto agli Stati Uniti, dove il mancato accordo al Congresso può provocare lo shutdown dei servizi pubblici.
Spagna, Repubblica Ceca e Bulgaria hanno già utilizzato questo meccanismo. Ma è soprattutto la Francia a essere diventata un caso da manuale. Dal 2022 Parigi non dispone di una maggioranza parlamentare stabile e le elezioni anticipate convocate nel 2024 da Emmanuel Macron hanno ulteriormente ridimensionato il suo schieramento. Da allora si sono succeduti tre primi ministri e l’approvazione del bilancio è diventata terreno di scontro permanente.
Il problema è che nel 2027 la soluzione temporanea rischia di diventare strutturale. Con le elezioni presidenziali all’orizzonte, trovare un compromesso parlamentare sarà ancora più difficile. E utilizzare per nove o dodici mesi la cosiddetta “legge speciale”, che proroga sostanzialmente gli stanziamenti precedenti, avrebbe conseguenze tutt’altro che neutrali.
L’Ispettorato generale delle finanze (Inspection générale des finances, IGF) avverte infatti che un intero anno di bilancio provvisorio potrebbe aumentare il rapporto deficit/Pil di 0,5 punti percentuali. E questo senza considerare gli eventuali effetti di una crescita più debole o di tassi d’interesse più elevati.
Il motivo è semplice: congelare formalmente gli stanziamenti non significa congelare la spesa. Pensioni, sanità e altre voci continuano a crescere automaticamente, mentre la legge speciale impedisce al governo di intervenire attivamente. Niente sottoindicizzazione delle pensioni o della spesa sanitaria, niente chiusura delle agevolazioni fiscali, niente congelamento degli scaglioni e impossibilità di rinnovare la sovrattassa sugli utili senza una nuova legge di bilancio.
Ma il prezzo sarebbe anche industriale e strategico. Gli investimenti pubblici, gli appalti e i fondi per la transizione verde potrebbero essere sospesi. L’agricoltura non avrebbe margini per nuovi aiuti in caso di emergenze climatiche. E soprattutto le Forze armate francesi non potrebbero beneficiare degli aumenti previsti dalla legge pluriennale sulla spesa militare.
Parigi deve quindi approvare un vero bilancio 2027 entro dicembre. Più si avvicinano le presidenziali, però, più il Parlamento rischia di trasformarsi da luogo della politica fiscale in arena elettorale. E questa volta la paralisi francese potrebbe avere un conto molto più salato.


