FRANCIA, LA TEMPESTA PERFETTA

FRANCIA, LA TEMPESTA PERFETTA

01 ottobre 2026

La Francia entra nella battaglia sul bilancio 2027 con i mercati che hanno già iniziato a votare. Da metà settembre lo spread tra il titolo decennale francese e quello tedesco è aumentato di 40 punti base, fino a 126, mentre Parigi si finanzia ormai intorno al 4,8%, livelli che non si vedevano dal 2008.

Il problema è che il 57% del debito francese è detenuto da non residenti: una quota superiore a quella di Spagna, Regno Unito, Italia e Stati Uniti. In altre parole, una parte decisiva della sostenibilità finanziaria francese dipende dalle decisioni di investitori internazionali proprio mentre il quadro macroeconomico si deteriora.

A settembre l’inflazione francese ha sorpreso al rialzo. L’HICP ha raggiunto il 3,4%, con l’energia spinta dalla nuova crisi mediorientale. Carburanti e gas stanno comprimendo nuovamente il reddito disponibile e presto potrebbe arrivare anche l’impatto sulle bollette elettriche. Il rischio è una replica, in scala diversa, dello shock 2021-22 proprio quando i salari reali stavano recuperando terreno.

Ed è qui che il bilancio 2027 diventa problematico, per usare un eufemismo. Il governo prevede il congelamento delle pensioni superiori a 1.260 euro, la riduzione della relativa agevolazione fiscale, il congelamento del bonus occupazione e dell’indice salariale del pubblico impiego. Misure restrittive nel momento peggiore possibile: inflazione in accelerazione, costo del debito crescente e potere d’acquisto nuovamente sotto pressione.

Ma manca soprattutto una maggioranza parlamentare. Il governo dovrà negoziare con opposizioni che hanno pochi incentivi politici a intestarsi l’austerità alla vigilia delle presidenziali di aprile 2027. Socialisti, centro e Rassemblement National partono da interessi diversi, mentre qualsiasi concessione rischia di ridurre ulteriormente lo spazio fiscale.

Il vero pericolo è quindi l’incrocio tra crisi energetica, inflazione e instabilità politica. Finché Hormuz resterà sotto pressione, e il conflitto russo ucraino non darà segnali di allentamento, lo shock energetico continuerà ad accompagnare l’Europa verso l’inverno. E questa volta Parigi affronta il problema con un debito molto più costoso.

La Francia potrebbe così scoprire che il bilancio 2027 non verrà scritto soltanto all’Assemblée Nationale. Una parte crescente verrà scritta sul mercato obbligazionario. Proprio come accadde in Italia con Mario Monti.