La Cultura e l’assistenza “rossa” del Municipio V secondo la gestione Gualtieri: dalla Marchi e la Nobile ai terroristi Falessi e Algranati

La Cultura e l’assistenza “rossa” del Municipio V secondo la gestione Gualtieri: dalla Marchi e la Nobile ai terroristi Falessi e Algranati

30 settembre 2026

Ma che cose meravigliose si scoprono nelle amministrazioni capitoline sotto la gestione del sindaco Gualtieri, un altro dei possibili “federatori” del Campo Largo. Complimenti vivissimi, davvero.

Vediamone un paio appena salite alla ribalta, ma debitamente nascoste dai grandi media “indipendenti”.

Nella Sala della Promoteca del Campidoglio, la più prestigiosa location del Comune, e’ stato attribuito non più tardi di una settimana fa il “”Premio Internazionale della Cultura” nientemeno che a Wanna Marchi e a sua figlia Stefania Nobile. Dopo il carcere per le truffe messe in atto in tv, il minimo, non vi pare? E andate a leggervi su internet le roboanti dichiarazioni di queste due esemplari delle cronache giudiziarie per la “rosicata” di noi poveri contribuenti per l’esemplare riconoscimento garantito dall’amministrazione del sindaco Gualtieri. Molto, ma molto gratificante.

Ma non finisce qui. Perché grazie ad uno “scoop” del quotidiano “Il Tempo”, c’è dell’altro. Se possibile assai più inquietante. Perché salta fuori che al Municipio V (Alessandrino, Centocelle, Collatino, Pigneto, Prenestino, Labicano, Quadraro, Quarticciolo, Tor Pignattara, Tor Tre Teste, Tor Sapienza, Villa Gordiani etc etc, una ventina di quartieri in tutto), sono di casa due terroristi comunisti: l’ergastolana brigatista rossa Rita Algranati e il suo ex-compagno Maurizio Falessi, già militante delle Unità Comuniste Combattenti.

Lei, presente anche nella carneficina di via Fani (sequestro Moro e sterminio dei cinque carabinieri e poliziotti della sua scorta) insieme all’ex-marito Alessio Casimirri (tutt’ora latitante in Nicaragua, dove con la Algranati addestravano i criminali sandinisti), di cosa si occupa? Ma dello Sportello di mediazione municipale che si occupa di accogliere e fornire assistenza ai migranti, naturalmente.

La persona giusta al posto giusto, visto che ora è generosamente assegnata “al lavoro esterno al carcere” ed “e’ dotata delle competenze necessarie per realizzare la mediazione linguistica in cinque lingue” (evidentemente acquisite durante la lunga latitanza conclusasi nel 2004), così come “dell’esperienza a relazionarsi con efficacia con le persone migranti”. Magari anche un po’ clandestine o irregolari, ma non si può andare troppo per il sottile.

Lui non è da meno. Scontata una condannuccia ad appena undici anni, ha fondato la cooperativa “Assalto al cielo”, ora specializzata nei rapporti con la comunità islamica insieme a rappresentanti del Pd e delle altre espressioni delle sinistre municipali.

Proprio vero: Dio li fa e poi li accoppia.

Ma non è meraviglioso in una città dove alla presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo,  si rinfaccia continuamente una fotografia con il terrorista “nero” Luigi Ciavardini, impegnato a sua volta in iniziative di recupero sociale? Altro che “due pesi e due misure”. Vero sindaco Gualtieri?