Fregate al Portogallo, quei 90 milioni che chiedono chiarezza

Fregate al Portogallo, quei 90 milioni che chiedono chiarezza

22 agosto 2026

Novanta milioni di euro. È la cifra che aleggia sulla commessa per le fregate FREMM EVO di Fincantieri destinate al Portogallo e che sta trasformando un’operazione industriale e militare in un caso politico.

Secondo un’inchiesta pubblicata il 7 agosto dal quotidiano portoghese 24Horas, la società portoghese NTG avrebbe lavorato per circa nove anni come rappresentante di Fincantieri in Portogallo, contribuendo allo sviluppo dell’opportunità commerciale. Poi, poco prima della firma dell’accordo tra Italia e Portogallo del 20 luglio 2026, il rapporto sarebbe stato interrotto. Secondo fonti citate dal giornale, in gioco ci sarebbe stata una commissione nell’ordine dei 90 milioni di euro. Una cifra che, va precisato, non risulta documentata pubblicamente.

Ed è proprio qui che la vicenda diventa interessante. Il governo portoghese, attraverso il ministro della Difesa Nuno Melo, sostiene che NTG non abbia avuto alcun ruolo nel processo di acquisizione delle fregate. Una posizione formalmente compatibile con la natura Government-to-Government (G2G) dell’accordo: in una trattativa tra Stati non ci sono intermediari commerciali.

Ma NTG, nella risposta diffusa il 20 agosto, introduce una distinzione fondamentale. La società riconosce di non aver fatto parte della squadra negoziale intergovernativa, di non aver partecipato alle riunioni finali e di non pretendere alcun pagamento dallo Stato portoghese. Allo stesso tempo, però, sostiene che questo non significhi affatto che non abbia svolto un ruolo nella creazione e nello sviluppo dell’opportunità commerciale. Un contributo che NTG definisce «materiale, documentato e diretto», precisando inoltre di riservarsi integralmente i propri diritti commerciali nei confronti di Fincantieri.

Ed è questo il vero nodo. Nessuno sembra sostenere che NTG abbia intermediato formalmente il contratto tra i due governi. La domanda è un’altra: che cosa prevedeva il precedente rapporto commerciale tra NTG e Fincantieri e perché sarebbe terminato proprio alla vigilia dell’accordo?

Soprattutto, se davvero esisteva una commissione potenziale vicina ai 90 milioni e questa è venuta meno passando al G2G, dove sono finiti quei 90 milioni? Il prezzo delle fregate è stato ridotto di conseguenza oppure il margine è rimasto all’interno dell’operazione?

In Portogallo la questione è già arrivata in Parlamento. Ed è comprensibile: quando ballano 90 milioni di euro, dire semplicemente che «non c’erano intermediari» non basta. Serve spiegare tutta la catena commerciale che ha preceduto l’accordo.