Germania Est, la bomba demografica che spinge l’AfD

Germania Est, la bomba demografica che spinge l’AfD

22 agosto 2026

Quando cadde il Muro di Berlino nel 1989, l’esodo dalla Germania Est avrebbe dovuto finire. È accaduto il contrario. Dalla riunificazione quasi un quarto degli abitanti dell’ex Germania orientale si è trasferito a Ovest o all’estero. A partire sono stati soprattutto giovani, donne e persone istruite. Il risultato è una regione sempre più vecchia, con pochi bambini e comunità che vedono scomparire scuole, associazioni e tradizioni.

I numeri sono impressionanti. Nel 1985 il tasso di fertilità della Germania Est superava ancora 1,7 figli per donna. Oggi nei Länder orientali è circa 1,2. In Sassonia-Anhalt nel 1990 nacquero quasi 32.000 bambini; lo scorso anno meno di 12.000, minimo storico.

Ed è qui che la demografia diventa politica. Il 6 settembre la Sassonia-Anhalt voterà per rinnovare il parlamento regionale. L’Unione Cristiano-Democratica (CDU), che ha governato il Land per gran parte del periodo successivo alla riunificazione, è intorno al 23%, contro il 37% delle precedenti elezioni. Alternative für Deutschland (AfD) è invece indicata al 43%, vicina alla possibilità di conquistare la maggioranza assoluta dei seggi.

La differenza non è soltanto politica, ma nella lettura della crisi. I partiti tradizionali tendono a considerare la demografia soprattutto un problema economico: mancano lavoratori, quindi l’immigrazione può compensare il deficit. Una parte dell’elettorato orientale vede invece qualcosa di diverso: non una semplice carenza di manodopera, ma la progressiva scomparsa del proprio mondo.

Dal 2015 la popolazione straniera della Sassonia-Anhalt è raddoppiata e nel 2025 un quarto dei bambini nati nel Land aveva una madre senza cittadinanza tedesca. Secondo l’autrice, anziché attenuare l’ansia demografica, questa trasformazione tende ad alimentare in parte della popolazione la percezione di un cambiamento sociale e culturale accelerato.

L’AfD ha occupato questo spazio proponendo politiche esplicitamente nataliste, compresi incentivi economici alla nascita dei figli.

Ed è questa la vera lezione politica. Il problema non è stabilire se il natalismo dell’AfD funzionerà: persino politiche molto aggressive storicamente hanno prodotto risultati limitati. Il problema è che quando i partiti tradizionali riducono la demografia a una questione di forza lavoro e pensioni, lasciano agli estremi il monopolio della questione identitaria.

In Germania Est il voto sta dimostrando quanto possa costare.