Germania: Il cordone sanitario della CDU si sta scontrando con la matematica

Germania: Il cordone sanitario della CDU si sta scontrando con la matematica

23 luglio 2026

Per anni la CDU ha difeso il proprio “cordone sanitario” – il cosiddetto “firewall”- cioè il rifiuto di governare sia con l’AfD sia con la Linke – come un principio irrinunciabile. Oggi, però, quel principio rischia di infrangersi contro la realtà dei numeri.

La Germania entra in una lunga stagione elettorale con sette elezioni regionali tra settembre e aprile. E proprio nell’Est del Paese il cordone sanitario potrebbe diventare impossibile da mantenere.

In Sassonia-Anhalt l’AfD è accreditata al 41%. Con questi numeri potrebbe governare insieme al BSW di Sahra Wagenknecht oppure ottenere un “appoggio esterno”, cioè un accordo con cui un altro partito sostiene il governo nelle votazioni decisive senza entrare formalmente nella coalizione. Al contrario, una tradizionale coalizione di centro composta da CDU, SPD, Verdi e FDP non avrebbe comunque i numeri per governare.

Il risultato è semplice: o l’AfD riesce a formare un governo senza la CDU oppure sarà la CDU a dover abbattere uno dei propri muri politici.

Uno scenario simile si profila anche nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Se i Verdi non superassero la soglia del 5%, la CDU dovrebbe scegliere tra diventare il “partner di minoranza” di una coalizione guidata da SPD e Linke oppure accettare, per la prima volta, un’intesa con l’AfD.

È qui che il cordone sanitario smette di essere una strategia politica e diventa una questione identitaria. Proprio come la Brexit divise il Partito Conservatore britannico, oggi il rifiuto di qualsiasi accordo con AfD sta dividendo profondamente la CDU.

Il leader sassone Michael Kretschmer sostiene apertamente che continuare a parlare di cordone sanitario significa non aver capito come è cambiata la Germania. L’ala occidentale del partito, invece, propone una soluzione diversa: mantenere il veto soltanto nei confronti dell’AfD, ma aprire alla Linke. Una posizione che rischia però di alienare una parte consistente dell’elettorato conservatore.

Nel frattempo la CDU continua a perdere consensi, mentre l’AfD è ormai stabilmente il primo partito tedesco, con circa il 28-29% delle intenzioni di voto.

Esiste poi un paradosso che molti continuano a ignorare. Escludere sistematicamente l’AfD da qualsiasi responsabilità di governo ha finito per radicalizzarne il programma. Un partito che sa di non dover mai negoziare né scendere a compromessi può permettersi di spostare sempre più in avanti le proprie posizioni, dall’uscita della Germania dall’Unione Europea fino ai piani di remigrazione.

Ma la politica non può sfuggire ai numeri per sempre.

Nella Germania orientale quasi un elettore su due vota ormai per i partiti considerati agli estremi dello schieramento politico. Continuare a difendere il cordone sanitario senza avere una maggioranza alternativa significa combattere contro la matematica. E, prima o poi, la matematica presenta sempre il conto.