Gli “utili idioti” della destra su cui punta la sinistra per provare a vincere le elezioni 2027

Gli “utili idioti” della destra su cui punta la sinistra per provare a vincere le elezioni 2027

17 giugno 2026

Non è mai stato possibile attribuire con certezza  la paternità della definizione di “utile idiota”. Per alcuni, è di Lenin, per altri di Stalin.

Non è fondamentale stabilirlo. L’importante è prendere atto che rende perfettamente l’idea. Perché si riferisce a chi, anche involontariamente, con i suoi comportamenti finisce per avvantaggiare lo schieramento politico avversario.

E’ il caso di tutti -politici, commentatori, imprenditori, ma soprattutto media- che da settimane fanno a gara per cercare di indebolire il governo e la maggioranza di centrodestra uscita vincente dalle elezioni politiche del 25 settembre 2022. E che vedono con autentico terrore l’eventuale conferma l’anno prossimo.

Si possono raggruppare in tre diverse categorie: 1) esaltatori delle gesta del generale Roberto Vannacci e del suo nuovo partito “Futuro Nazionale, indicato come la chiave di volta per impedire alla maggioranza di centrodestra di ottenere una nuova vittoria elettorale; 2) fronde interne alla Lega per minare irrimediabilmente la leadership di Matteo Salvini; 3) sostenitori del ruolo di Marina Berlusconi per spingere Forza Italia a prendere le distanze dalla linea politica di Antonio Tajani e puntare piuttosto verso la riproposizione di un “centro politico” aperto a possibili alleanze future perfino con il Pd, Matteo Renzi e altri “cespugli” veterodemocristiani.

Cerchiamo di analizzare le strategie di queste categorie di “utili idioti”.

VANNACCI—-L’europarlamentare fuoriuscito dalla Lega e’ il personaggio del momento. Arruola tutti i parlamentari con scarse possibilità di rielezione in caso di approvazione della nuova legge elettorale attualmente in gestazione. E sfruttando abilmente frustrazioni e faziosità congenite dei “giornalisti democratici” annidati in quasi tutti i media radiotelevisivi e della carta stampata, che da quasi quattro anni sono pazzi di rabbia per la popolarità di Giorgia Meloni e di un partito come “Fratelli d’Italia”, stabilmente al primo posto delle preferenze degli italiani, cerca di accreditarsi come il portabandiera della “vera destra”.

Un demagogo della stessa risma del britannico Nigel Farage, niente di meno e niente di più.

Tanti slogan ad effetto, poche idee e confuse.

Peccato che quasi nessuno abbia il coraggio di dirlo: fa troppo comodo nel suo ruolo di “utile idiota”. E daje con sondaggi fasulli, che addirittura lo danno alla pari con l’ex-casa madre.

ZAIA (e dintorni)—-Poi ci sono i leghisti insoddisfatti. Che prima hanno chiesto ed ottenuto che FdI rinunciasse alla successione di Luca Zaia in Veneto, ma che ora vorrebbero fare altrettanto in Lombardia. Così, per mettere alle corde Matteo Salvini per l’infortunio di Vannacci, si sono inventati il “doppio partito” sul modello tedesco della CDU e della CSU bavarese, in modo tale da dividere la Lega e “recuperare” l’ex-governatore per un incarico in grado di commissariare il segretario.

Se Zaia fa finta di restare defilato per non bruciarsi definitivamente, ci pensano Attilio Fontana (che vuole conservare la Lombardia e vagheggia una candidatura del suo assessore Massimo Sertori) e il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga (dove però i voti sono controllati dalla europarlamentare Anna Maria Cisint, fedele a Salvini).

Nelle ultime settimane, dicono che a loro si sia avvicinato anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ma secondo alcuni osservatori pare che  il suo atteggiamento sia più quello del “mediatore” che del “congiurato”.

Salvini, comunque, sembra intenzionato a tirare dritto per la sua strada, incurante degli “utili idioti” del suo partito.

Forte della lealtà del neo-governatore del Veneto, Alberto Stefani e del sindaco di Treviso, il potente Mario Conte, che gli garantiscono il controllo delle truppe regionali.

E a chi gli riferisce delle manovre di Fontana, replica secco: “Lui dice di essere l’erede di Bossi, ma ai tempi del senatur faceva il sindaco di Induno Olona”. E giù risate. Le stesse quando a La 7 appaiono le presunte intenzioni di voto del 5,3, le stesse attribuite a Vannacci. “Ci saranno voti in libera uscita, certo -e’ il commento generale- ma da qui alle prossime elezioni, torneranno quasi tutti a casa”.

MARINA—-Più subdole le operazioni di Marina Berlusconi (e quelle editoriali del fratello Piersilvio, tra un’autocelebrazione e l’altra sui tg di famiglia).

A parole, la fiducia in Tajani non è in discussione. Solo a parole, però. Nell’impero del Cavaliere, la caccia agli “utili idioti” e’ visibile ad occhio nudo nelle epurazioni pretese e ottenute nei gruppi parlamentari e nelle promozioni in video quasi esclusivamente degli “aziendalisti doc”.

Si nota perfino per quanto riguarda i conduttori e gli ospiti nei talk.

Al punto di far invitare da Bianca Berlinguer l’ineffabile Sigfrido Ranucci e ad accettare la protervia della giornalista nel non volersi scusare con il ministro Carlo Nordio per il clamoroso autogoal sul “caso Minetti”.

Risultato: causa civile di risarcimento. Il CAV si rivolterà nella tomba.

Per finire, calando poi un velo pietoso sulle performance del neo-acquisto Tommaso Labate e sull’imminente giubilamento di un professionista come Roberto Poletti.

Anche qui la strategia è chiara. Spostare l’asse di Forza Italia sempre più verso il centro, in modo tale da poter garantire sostegno (o almeno ricevere benevolenza) con un eventuale futuro governo delle sinistre associate.

E come per Vannacci e Zaia, basta seguire con attenzione talk e grande stampa d’informazione: massimo risalto ad ogni uscita della primogenita. Come se non portasse più il cognome dell’odiato inventore del centrodestra, ma svolgesse ormai lei stessa la ghiotta funzione di “utile idiota”. Appunto.