
Qualche considerazione su sondaggi e relative manipolazioni
Scommettiamo che adesso toccherà a Matteo Renzi il “trattamento Vannacci” dei sondaggisti militanti del “campo largo”? Perché vedrete vorranno cercare di accreditare il ruolo determinante del partitino dell’ex-premier dentro o fuori della ipotetica futura maggioranza di centrosinistra.
Magari scavalcando subito nelle intenzioni di voto “Azione” di Carlo Calenda e punendo i leader di Pd, M5S e AVS per averlo escluso dalla fotografatissima prima cena programmatica. Proprio lui che si ritiene l’inventore dell’ammucchiata per riuscire a cacciare Giorgia Meloni da Palazzo Chigi.
D’altra parte cosa potranno mai rischiare questi sondaggisti, magari gli stessi che davano in vantaggio di sette punti il centrosinistra per il sindaco di Venezia, salvo poi dover prendere atto di una sconfitta di ben dodici? Un errore del 20%, complimenti vivissimi.
Sotto osservazione sarà in particolare SWG, l’istituto di Adrio De Carolis che è appena arrivato ad appaiare le intenzioni di voto verso la Lega addirittura con quelle del “Futuro Nazionale” di Vannacci: 5,3 %.
E a questo proposito non sono pochi quelli che ricordano le previsioni sballate su un altro “Futuro”, quello di Gianfranco Fini, valutato fino ad un potenziale 8%, per poi franare nel dimenticatoio grazie al mezzo punto percentuale fatto registrare alle urne.
Così come andrebbero esaminati con serietà anche i risultati della performance dell’ex-generale dalla “pasionaria” Lilli Gruber. Perché il 9,9% sbandierato a proposito dell’audience raggiunto, va debitamente depurato da quello solito, ormai stabile intorno all’ 8/9. Il che significa che gli spettatori in più fatti registrare vanno al massimo valutati tra l’1 e il 2 %.
Con buona pace di Vannacci, dei suoi tifosi rossobruni e dei “professionisti dell’antifascismo”.


