-Il petrolio non manca: il problema è trasformarlo in carburante

-Il petrolio non manca: il problema è trasformarlo in carburante

09 luglio 2026

stagionale.

Mosca sta reagendo importando benzina da Bielorussia e India, autorizzando carburanti Euro-3 invece degli Euro-5 e limitando le esportazioni di benzina, diesel e jet fuel. Misure pragmatiche, certo. Ma sono anche la dimostrazione che la Russia sta gestendo la scarsità, non operando con un sistema di raffinazione pienamente resiliente.

Prima dell’intensificazione degli attacchi, le raffinerie russe lavoravano circa 5,3 milioni di barili al giorno. Oggi siamo intorno a 3,6-3,8 milioni. Lo scenario base prevede una lenta risalita verso 4,5 milioni all’inizio del 2027 e una media di 4,7 milioni durante il prossimo anno.

Ma il rischio è che le interruzioni siano diventate strutturali. Se gli attacchi cessassero domani, una parte significativa della capacità potrebbe tornare rapidamente, forse entro uno o due mesi. Se invece la campagna ucraina continuerà con la stessa intensità e precisione, il mercato dei prodotti petroliferi potrebbe restare molto più teso di quello del greggio fino al 2027.