Inchiesta Equalize: comincia lo sgretolamento delle accuse; da Brescia la prima “sconfessione”

Inchiesta Equalize: comincia lo sgretolamento delle accuse; da Brescia la prima “sconfessione”

27 maggio 2026

L’inchiesta Equalize, portata avanti ormai da oltre un anno e mezzo dalla Procura della Repubblica di Milano, pompata come un’indagine megagalattica sulla “centrale di spionaggio” del geometra Sam Calamucci da Bollate e del superpoliziotto Carmine Gallo, prende la prima legnata.

E’ stata infatti archiviata a Brescia, ove era stata inviata per competenza, la posizione della dottoressa Carla Romana Raineri, magistrato in servizio presso la Corte d’Appello al Tribunale di Milano, sospettata dai suoi colleghi pm milanesi di aver chiesto ai maldestri spioni di Equalize di indagare su un’eventuale relazione sentimentale del marito.

Secondo la richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica di Brescia, infatti, non vi è alcuna prova che la Raineri abbia richiesto degli SDI, ma soprattutto manca la prova logica di aver richiesto una cosa “inutile”. E’ molto più sensato credere che gli SDI fossero stati fatti “d’iniziativa” da Gallo e Calamucci per velocizzare e semplificare un lavoro per loro altrimenti difficile da realizzare con altri mezzi. E allora: quante altre volte potrebbe essere successo?

D’altra parte la stessa indagine “parallela” di Gratteri a Napoli ha svelato un tariffario da saldo: bastano pochi euro per arrivare ad uno SDI (e quindi che in Italia  ci sono più spioni dilettanti che spiati…).

Beh, se la legge è uguale per tutti, e se il Codice applicato a Brescia é lo stesso di quello utilizzato a Milano, ora  ben più della metà degli indagati della vicenda Equalize dovrebbe uscire di corsa dall’indagine. Dopo un anno e mezzo di gogna mediatico-giudiziaria sarebbe ora di riconoscere che di solido nell’indagine non c’é quasi niente .

Se così non sarà, si dovrà pensare (e avere tragica conferma) che la legge è un pò meno uguale per chi non è un magistrato.