
LA CINA HA LE CHIAVI DELLA FARMACIA OCCIDENTALE
La prossima volta che prendete un antibiotico, chiedetevi da dove arriva. La risposta, molto probabilmente, è: dalla Cina. Magari passando dall’India, ma sempre dalla Cina.
Pechino fornisce circa il 94% delle principali materie prime necessarie per produrre l’amoxicillina, l’antibiotico più utilizzato al mondo, e quasi la metà delle esportazioni globali di principi attivi antibiotici. Quasi 700 medicinali approvati negli Stati Uniti dipendono da almeno una sostanza chimica prodotta esclusivamente in Cina.
Stiamo iniziando solo ora a preoccuparci, giustamente, di terre rare, semiconduttori, petrolio e gas. Ma esiste una dipendenza strategica forse ancora più pericolosa: quella farmaceutica.
E ancora una volta il problema nasce dall’ossessione occidentale per l’efficienza.
Gli antibiotici costano poco e quelli più innovativi devono essere utilizzati il meno possibile per rallentare lo sviluppo della resistenza batterica. Un paradosso economico perfetto: più un nuovo antibiotico è importante, meno bisogna venderlo. Risultato? I ritorni sono insufficienti e le aziende abbandonano il settore. Novartis, AstraZeneca e Sanofi sono uscite dalla ricerca sugli antibiotici. I capitali sono andati dove i margini sono maggiori.
La Cina, invece, ha costruito la capacità industriale.
È lo stesso errore commesso con le terre rare. L’Occidente ha confuso il prezzo più basso con la sicurezza economica, trasferendo progressivamente produzioni considerate poco redditizie. Finché qualcuno non si accorge che quella produzione era infrastruttura strategica.
Nel 2022-23 è bastata una normale carenza di amoxicillina per mettere sotto pressione Stati Uniti ed Europa. Immaginate cosa potrebbe accadere se l’interruzione fosse provocata deliberatamente durante una crisi geopolitica.
Accumiliamo petrolio. Spendiamo miliardi per riportare a casa i semiconduttori. Costruiamo scorte di metalli critici.
E gli antibiotici?
Washington discute il Pasteur Act, che permetterebbe di remunerare le aziende per la disponibilità dei nuovi antibiotici anziché per il numero di confezioni vendute. Londra ha già adottato un modello simile.
Perché il punto è semplice: **un antibiotico non è una commodity qualsiasi. È infrastruttura critica.**


