MILANO, SE SI ARRIVA A INVOCARE IL GENERALE IL PROBLEMA NON È IL GENERALE

MILANO, SE SI ARRIVA A INVOCARE IL GENERALE IL PROBLEMA NON È IL GENERALE

12 agosto 2026

“Why not?”. È questa la risposta che comincia a circolare in una parte della finanza milanese davanti all’ipotesi Roberto Vannacci-Carmelo Burgio per Palazzo Marino.

Ed è forse questa la vera notizia.

Non perché un generale sia necessariamente la soluzione ai problemi di Milano. Anzi. Amministrare una metropoli non significa comandare un reparto dei Carabinieri. Significa governare aziende municipalizzate, trasporti, bilanci, urbanistica, sindacati, apparati amministrativi e rapporti politici. Una macchina capace di mettere in difficoltà anche il più navigato degli amministratori. Per questo, spiegano gli stessi interlocutori, la discriminante sarebbe soprattutto la squadra scelta da Burgio.

Ma fermarsi alle competenze del candidato significa perdere il punto politico.

Se persone lontane per cultura e interessi dal mondo di Vannacci arrivano a rispondere “perché no?”, significa che qualcosa si è rotto. La percezione è quella di una città nella quale la qualità della vita quotidiana si sta deteriorando. Anche in quartieri centrali come Brera cresce il disagio nel camminare la sera, soprattutto pensando a una donna sola, a una madre con un bambino o a un anziano.

Non servono necessariamente statistiche criminali fuori controllo. In politica conta anche la percezione dello spazio pubblico: sentirsi liberi, sicuri e padroni della propria città.

Burgio potrebbe non avere gli strumenti per governare Milano. Potrebbe perfino essere l’ennesima stortura prodotta da un sistema politico incapace di selezionare amministratori adeguati.

Ma allora la domanda interessante non è perché qualcuno voglia Burgio.

È perché una parte di Milano abbia cominciato a sperare nell’arrivo di un generale come se fosse il Messia.

Quando una società arriva a invocare l’uomo forte, prima di indignarsi per l’uomo forte bisognerebbe chiedersi quali siano le condizioni che hanno portato a invocarlo.