La guerra segreta tra Arnault ed Hermès

La guerra segreta tra Arnault ed Hermès

17 settembre 2026

Altro che semplice rivalità nel lusso. La battaglia tra Bernard Arnault e la famiglia Hermès sembra sempre più un romanzo finanziario.

Documenti giudiziari esaminati da Reuters mostrano che nel 2002 LVMH firmò un accordo per acquistare azioni Hermès appartenenti all’erede Nicolas Puech e ad altri membri della famiglia. Un dettaglio esplosivo perché LVMH ha sostenuto in tribunale di non aver mai progettato di acquistare la partecipazione di Puech.

Al centro della vicenda c’è Eric Freymond, gestore patrimoniale e uomo di fiducia di Puech. Tra il 2001 e il 2009 LVMH e la holding della famiglia Arnault pagarono alla sua società almeno 20 milioni di dollari tra commissioni e compensi mentre Freymond aiutava LVMH ad accumulare segretamente azioni Hermès.

La storia è ancora più intricata. Secondo una testimonianza citata da Reuters, Freymond avrebbe proposto di utilizzare i conti di Puech come “schermo” attraverso cui far transitare azioni appartenenti ad altri eredi, nascondendo così che il vero compratore fosse LVMH. Nel novembre 2002 venne poi firmato un accordo per acquistare milioni di ulteriori azioni Hermès. LVMH sostiene però che quell’accordo non venne mai eseguito.

Quando nell’ottobre 2010 Arnault rivelò improvvisamente di possedere il 17% di Hermès, scoppiò la guerra. LVMH arrivò successivamente fino al 23%, prima della tregua del 2014 che portò alla liquidazione della partecipazione.

Ma adesso manca un pezzo gigantesco del puzzle: le azioni di Puech.

L’erede sostiene di aver scoperto soltanto nel 2022 che la propria partecipazione del 6% era scomparsa. Oggi varrebbe circa 10 miliardi di dollari. Ha chiesto 14 miliardi di euro di danni a chi dovesse essere riconosciuto responsabile e ha incluso tra i convenuti LVMH e Bernard Arnault.

Nessuno ha ancora stabilito dove siano finite quelle azioni né se siano entrate nel pacchetto accumulato da LVMH. L’indagine penale francese è ancora aperta.

Una cosa però emerge chiaramente dai documenti: dietro le vetrine del lusso francese si è combattuta per anni una delle più sofisticate guerre societarie d’Europa.

E il mistero di una fortuna da miliardi scomparsa non è ancora risolto.