La stressante “Missione Ferrari” a Doha : quando la diplomazia incontra il Cavallino Rampante

La stressante “Missione Ferrari” a Doha : quando la diplomazia incontra il Cavallino Rampante

04 novembre 2026

Da Doha a Lusail, passando per Maranello: cronaca semiseria di un incarico diplomatico dalle ambizioni decisamente… sportive.

C’è chi interpreta i propri incarichi internazionali dedicando ogni energia alla costruzione di relazioni istituzionali, alla promozione degli investimenti e al rafforzamento dei rapporti tra Paesi.

E poi c’è l’ambasciatore Paolo Toschi, che, senza naturalmente trascurare queste nobili responsabilità, sembra aver individuato un obiettivo di altissimo valore strategico: riuscire a mettere le mani su una Ferrari. Rigorosamente non sua.

Da Doha, dove svolge il proprio incarico di rappresentanza con dedizione e spirito di servizio, Toschi sta infatti concentrando le sue migliori capacità diplomatiche su un’operazione tanto delicata quanto ambiziosa: ottenere temporaneamente una vettura del Cavallino Rampante per concedersi qualche giro sul prestigioso circuito internazionale di Lusail. Un progetto che richiede pazienza, relazioni di alto livello, una buona dose di perseveranza e, soprattutto, una certa capacità di convincere qualcuno a prestargli una Ferrari.

Il dettaglio più interessante è che Toschi non appartiene nemmeno al Ferrari Club. Una circostanza che, anziché scoraggiarlo, sembra aver rafforzato la sua convinzione che le grandi opportunità debbano essere accessibili anche a chi non possiede la tessera giusta.

Del resto, la diplomazia serve proprio a questo: aprire porte che altri considerano chiuse. Possibilmente anche quelle della Ferrari. L’operazione, tuttavia, non si esaurisce con qualche giro di pista. Naturalmente, ogni missione internazionale richiede un’adeguata continuità operativa. Ed è qui che entra in scena Roberto Storaci, atteso prossimamente a Doha, al quale spetterà il prestigioso compito di raccogliere il testimone e garantire il regolare proseguimento delle attività. Le consegne, assicurano fonti vicine all’interessato, saranno effettuate con la massima serietà istituzionale. Resta soltanto da chiarire se comprenderanno anche le chiavi della Ferrari.

In attesa di conoscere l’esito di questa singolare iniziativa, una cosa appare certa: Paolo Toschi continua a credere fermamente nel valore della cooperazione internazionale, nella forza delle relazioni personali e nella necessità di perseguire i propri obiettivi con determinazione.

Perché, in fondo, la diplomazia è l’arte di ottenere ciò che sembra impossibile. E riuscire a farsi prestare una Ferrari, senza nemmeno essere soci del Club, potrebbe rappresentarne una delle espressioni più raffinate. Quanto al motto della missione, sembra ormai delineato: «Al servizio delle relazioni Italia–Qatar. Ma, se possibile, a 300 chilometri orari».

Roberto Storaci: con una consolidata esperienza diplomatica al servizio del dialogo tra Italia e Paesi del Golfo, questo brillante consigliere d’Ambasciata porta con sé un patrimonio di esperienza diplomatica particolarmente significativo per le complesse dinamiche geopolitiche, istituzionali ed economiche del Gulf Cooperation Council (GCC).

La sua carriera, iniziata con una specializzazione nel Vicino Oriente e sviluppatasi attraverso incarichi a Baghdad, Gerusalemme, New York e Bruxelles, testimonia una conoscenza diretta delle principali questioni internazionali che interessano il Medio Oriente. Particolarmente rilevante è stata la responsabilità assunta nel 2017 alla presidenza del Gruppo di lavoro Medio Oriente/Golfo del Consiglio dell’Unione Europea, incarico che gli ha consentito di operare al centro dei processi di coordinamento della politica europea verso la regione.

La successiva esperienza presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha ulteriormente arricchito un percorso professionale caratterizzato dall’interlocuzione con i più alti livelli istituzionali. Il suo incontro a Riyadh, nell’ottobre 2025, con il Segretario Generale del GCC rappresenta una concreta espressione di questa continuità diplomatica.

In una regione come quella del Golfo, dove visione strategica, conoscenza degli equilibri regionali e capacità di costruire relazioni di fiducia costituiscono elementi essenziali, l’esperienza maturata da Roberto Storaci rappresenta un patrimonio di particolare valore per il rafforzamento del dialogo tra l’Italia e i sei Stati membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo: Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrein e Oman.

Toschi se ne può solo fare una ragione.