
Le Pen prepara la bomba costituzionale: la Francia verso lo scontro con l’Europa
Marine Le Pen non vuole più uscire dall’euro. Ma il suo progetto sull’immigrazione potrebbe produrre un terremoto istituzionale persino più profondo della vecchia Frexit.
Il Rassemblement National ha preparato una riforma costituzionale di 14 articoli che Le Pen intende sottoporre direttamente ai francesi qualora conquistasse l’Eliseo. L’obiettivo è inserire nella Costituzione il principio della “priorità nazionale”: abolizione dello ius soli, precedenza ai cittadini francesi nell’accesso al lavoro e alle prestazioni sociali, drastica limitazione del diritto d’asilo e soprattutto supremazia della Costituzione francese sui trattati europei e internazionali in materia di immigrazione e controllo delle frontiere.
Ma la vera bomba è il metodo.
Le Pen vorrebbe utilizzare l’articolo 11 della Costituzione, che permette al presidente di convocare un referendum, evitando così il passaggio parlamentare previsto dall’articolo 89 per le revisioni costituzionali. Senato e Assemblea nazionale verrebbero quindi sostanzialmente aggirati.
Il precedente invocato dal RN è Charles de Gaulle, che utilizzò proprio l’articolo 11 per i referendum costituzionali del 1962 e del 1969. Il problema è che il ruolo del Consiglio costituzionale è profondamente cambiato da allora. Laurent Fabius e il suo successore Richard Ferrand hanno già sostenuto che una riforma sull’immigrazione di questa natura non potrebbe passare attraverso l’articolo 11.
Le Pen si starebbe quindi preparando anche allo scontro istituzionale. Secondo Le Monde, esistono due piani alternativi: modificare prima l’articolo 11 attraverso la procedura ordinaria dell’articolo 89 oppure, nello scenario più radicale, sottoporre direttamente agli elettori una nuova Costituzione contenente i 14 punti del programma migratorio del RN.
Non sarebbe una semplice riforma dell’immigrazione. Cambierebbe l’equilibrio dei poteri della Quinta Repubblica e soprattutto aprirebbe la possibilità per i futuri presidenti di modificare la Costituzione attraverso referendum convocati direttamente dall’Eliseo.
Poi c’è l’Europa.
La priorità nazionale entrerebbe inevitabilmente in collisione con il diritto europeo e con gli impegni francesi sul Patto sulla migrazione. Parigi potrebbe trovarsi davanti alla Corte di giustizia europea e sottoposta a sanzioni finanziarie.
La Frexit è uscita dal programma di Le Pen. Ma potrebbe rientrare dalla finestra sotto una forma molto più sofisticata: non abbandonare formalmente l’Unione europea, bensì stabilire che, quando Bruxelles e Parigi entrano in conflitto, l’ultima parola spetta alla Francia.


