Lo Stretto di Kaub: ora è il Reno a bloccare l’industria tedesca

Lo Stretto di Kaub: ora è il Reno a bloccare l’industria tedesca

17 agosto 2026

Gli avvenimenti recenti degli ultimi mesi hanno ricordato all’Europa una vecchia regola della geopolitica: le merci passano attraverso colli di bottiglia. E quando questi si chiudono, i prezzi salgono e l’industria rallenta.

Nel Golfo Persico il problema è lo Stretto di Hormuz, bloccato finché Stati Uniti e Iran non troveranno un accordo. In Europa il blocco ha una natura completamente diversa: manca l’acqua. Reno, Danubio e Po hanno raggiunto livelli talmente bassi da limitare o addirittura interrompere temporaneamente la navigazione commerciale.

Il punto più delicato è Kaub, sul Reno, arteria fondamentale per l’industria tedesca e già prontamente ribattezzato “Lo Stretto di Kaub”. Sabato scorso il livello dell’acqua è sceso fino ad appena 6 centimetri. Questa settimana è risalito verso gli 11 centimetri, ma resta insufficiente per consentire il normale passaggio delle imbarcazioni.

L’Institut der deutschen Wirtschaft stima che una situazione paragonabile alla crisi idrica del 2018 potrebbe sottrarre 0,4 punti percentuali al Pil tedesco. In pratica, potrebbe cancellare completamente la crescita prevista per quest’anno.

A pagare il prezzo maggiore sarebbero soprattutto chimica e siderurgia. La navigazione fluviale rappresenta appena il 5% del trasporto merci tedesco, ma quel numero inganna: sui fiumi viaggiano proprio le merci pesanti e difficili da sostituire con altri mezzi. Acciaio, carburanti, minerali, materie prime sfuse e prodotti chimici destinati a gruppi come BASF e Lanxess.

Spostare questi volumi sui camion è possibile soltanto in parte e costa molto. Secondo l’IW, le tariffe di trasporto sono già triplicate o quadruplicate, senza considerare i costi derivanti dai ritardi. Inevitabilmente una parte finirà sui prezzi finali, soprattutto nei settori dell’energia e delle costruzioni.

La capacità delle imprese di resistere dipenderà quindi dalle scorte accumulate. Veronika Grimm, membro del Consiglio tedesco degli esperti economici, ha criticato Berlino per la mancanza di programmazione. Consentire ai camion di circolare la domenica può alleviare l’emergenza, ma non risolve il problema strutturale. E neppure approfondire il letto del Reno, progetto discusso addirittura dai tempi di Helmut Kohl, serve molto se durante le estati più calde semplicemente manca l’acqua.

La Germania scopre così di avere il proprio Hormuz. Non servono missili, mine navali o portaerei per bloccare una catena di approvvigionamento: bastano pochi centimetri d’acqua in meno.

E per un’economia industriale costruita sull’efficienza logistica, anche lo “Stretto di Kaub” può diventare un rischio macroeconomico.