
Leonardo e il dopo-Cingolani: se non si vuole distruggere l’azienda, l’unica soluzione possibile e’ il ritorno di Mariani
A questo punto, una volta deciso di non confermare Roberto Cingolani come AD, l’unica scelta razionale e’ quella di affidare Leonardo a Lorenzo Mariani, richiamandolo in piazza Montegrappa da MBDA Italia.
Tutte le altre candidature (e autocandidature) non garantirebbero un futuro competitivo per l’ex-Finmeccanica.
Perché Pierroberto Folgiero vuole giustamente proseguire il cammino fatto intraprendere a Fincantieri in questi quattro anni e anche lo spostamento di Stefano Donnarumma da FS finirebbe per creare un effetto domino difficile da tenere sotto controllo.
Quanto a Pasqualino Monti, la sua meritata crescita dovrebbe già portarlo a prendere il posto di Giuseppina Di Foggia al vertice di Terna.
Resterebbe in ballo Alessandro Ercolani, AD di Rheinmetall Italia, che si autopromuove da anni e nel 2023 anni fa tentò invano da superare proprio Monti nella corsa all’ENAV. Ora pare essere riuscito ad accreditarsi a Palazzo Chigi, ma la mancanza di esperienza per aspirare a prendere il timone di un colosso come Leonardo e’ talmente tanta da far pensare piuttosto ad un incarico subalterno a Mariani, l’unico manager che conosce perfettamente meccanismi ed esigenze di Leonardo, di cui è stato condirettore generale.
Anche perché la mancata conferma di Cingolani, trascinerà fatalmente fuori da piazza Montegrappa diverse “prime linee”.
In ogni caso, per sapere come andrà a finire, basterà attendere ancora pochi giorni. L’appuntamento per la definizione dei vertici delle quotate -a parte Poste, già definiti- è previsto per martedì 7 aprile.


