
Leonardo, quella “santa alleanza” Liotti-Amoroso per controllare la corporate
Per ora si può parlare soltanto di acque increspate, ma dopo l’estate potrebbero arrivare le onde. Perché, approfittando del fatto che l’Ad/Dg Lorenzo Mariani si è dovuto (e si deve ancora) dedicare a riorganizzare le divisioni dopo i disastri lasciati dal suo predecessore Roberto Cingolani, all’interno della corporate c’è chi si sta dedicando a creare una struttura di potere parallela.
Due i top manager iscritti al “registro degli indagati”, entrambi -ecco il paradosso- “miracolati” dal primo rimescolamento delle carte deciso da Mariani subito dopo la nomina: il responsabile delle Risorse Umane, Antonio Liotti e quello della Comunicazione, Stefano Amoroso.
L’ordine di servizio fatto frettolosamente avallare dall’AD venerdì scorso, parla chiaro: deleghe e compiti spropositati ad un oscuro dirigente di terza fascia come Stefano Somma, elevato al rango di “supercapoufficiostampa” malgrado un’assoluta mancanza di esperienza e da mediocri risultati comunicativi in questi mesi di interregno.
Combinazione, Somma arriva proprio dalla struttura di Liotti, ma in compenso fa parte di quella “corrente di Pomigliano” che ha portato al primo livello (Sostenibilità’) pure l’ex-segretaria di Alessandro Profumo. Roba forte.
Amoroso, d’altra parte, l’aveva detto a tutti che sarebbe stato lui a decidere come riorganizzare la comunicazione di Leonardo. E quando qualcuno gli faceva osservare che si parlava di trattative di Mariani con professionisti esterni del calibro di Francesco Kamel (l’apprezzatissimo portavoce del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi), lui scrollava le spalle e sentenziava: “Macché’, decido io e basta!”.
Il tutto, dall’alto di un generoso contratto a termine che scadrà il 31 dicembre prossimo.
Ecco spiegata la fretta di sistemare tutto per tempo, d’accordo con Liotti, anche a costo di rischiare di indebolire irrimediabilmente una struttura che è sempre stata una delle eccellenze di Leonardo. Complimentoni.


