
L’Europa scopre di nuovo il rischio fisico del gas
L’inverno freddo riporta sempre l’Europa alla realtà fisica dell’energia. Quando le temperature scendono, la retorica climatica lascia spazio ai metri cubi. E quest’anno i metri cubi scarseggiano.
Al 16 febbraio gli stoccaggi gas UE erano al 33%, contro una media quinquennale superiore al 49%. Livelli che riportano la memoria al 2022, quando il sotto-riempimento delle cavità controllate da Gazprom fece detonare la crisi invernale. Ma il dato più allarmante è tedesco: 23%. Non solo ben sotto il 42% del 2025, ma persino sotto il 32% del 2022. Con ancora sei settimane di stagione termica davanti, il rischio di arrivare vicino al fondo tecnico non è teorico.
Il problema nasce a monte. La Germania è entrata nell’inverno con riserve già modeste: 75% a inizio novembre, contro il quasi pieno dell’anno precedente. Pesa lo stallo politico dell’estate 2025 tra governo e compratori. Tradizionalmente si compra gas d’estate — prezzi più bassi — per stoccarlo. Ma i target obbligatori e l’incertezza sugli interventi statali hanno distorto gli incentivi.
Berlino ha lasciato intendere un possibile sostegno, tenendo i prezzi artificialmente alti. Poi a luglio il dietrofront: nessun supporto. Prezzi giù, ma anche incentivo allo stoccaggio evaporato.
Nel frattempo, i target stessi sono stati ammorbiditi. Formalmente il 90% UE è stato esteso al 2027. Sostanzialmente, è stato riempito di clausole elastiche. Anche con l’appoggio tedesco.
Oggi i prezzi TTF sono scesi — da €40/MWh di gennaio a circa €30 — grazie a maggiori flussi LNG. Ma è una calma che apre un’altra faglia: più GNL significa più dipendenza geopolitica, soprattutto dagli Stati Uniti.
Ed è qui il nodo strategico. Gli stoccaggi europei restano concepiti come strumento stagionale, non di sicurezza. OMV ha chiesto di ripensarli in chiave strategica. Ha ragione: in un sistema sempre più LNG-centrico, lo stoccaggio diventa riserva geopolitica, non solo termica.
L’Europa oggi non è senza gas. È senza margine. E senza margine, basta un inverno freddo per ritrovarsi di nuovo a secco.
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