Monaco applaude, Washington si sfila: l’illusione europea sulla sicurezza

Monaco applaude, Washington si sfila: l’illusione europea sulla sicurezza

17 febbraio 2026

A Monaco, dodici mesi possono cambiare la storia. Alla recente Munich Security Conference il Segretario di Stato Marco Rubio è stato accolto da una standing ovation per un discorso che, nella sostanza, replicava quello pronunciato un anno prima dal vicepresidente JD Vance — allora giudicato scandaloso dagli europei.

Rubio ha accusato l’Europa di aver assecondato l’ortodossia climatica, impoverendo il continente con politiche energetiche giudicate catastrofiche. Ha criticato l’immigrazione, il dogma del libero scambio globale e la cessione di sovranità a organismi sovranazionali — una stoccata che ha colpito anche l’Unione europea. Messaggio duro, ma addolcito nei toni: “Saremo sempre figli dell’Europa”, ha detto. E tanto è bastato a strappare applausi.

Dietro la retorica, però, la frattura transatlantica è ormai strutturale. Come ha ammesso l’ambasciatore USA alla NATO Matthew Whitaker, Washington vuole che l’Europa assuma la difesa convenzionale del continente. Gli Stati Uniti resteranno nell’infrastruttura dell’Alleanza, ma con priorità strategiche altrove: prima l’emisfero occidentale, poi l’Asia, solo dopo l’Europa.

Il disimpegno americano è parte di una pianificazione più ampia: prepararsi a uno scenario di guerra simultanea — Cina su Taiwan, Russia in Europa, Corea del Nord nel Pacifico. In tale contesto, il burden-sharing diventa obbligato. Non a caso, crescono i ruoli europei nella catena di comando NATO.

L’illusione europea è credere che tutto tornerà come prima, archiviata la parentesi Trump. Ma la dottrina di sicurezza americana resterà. E l’Europa, oggi, non è pronta. Frammentazione industriale, procurement nazionali, sistemi d’arma duplicati: dieci carri armati diversi contro uno statunitense. Costi esplosivi — fino a quattro volte quelli russi su alcune munizioni.

Aumentare la spesa senza integrazione è inefficiente. Ma Parigi e Berlino difendono le proprie filiere domestiche. Senza centralizzazione degli acquisti e comando comune, l’autonomia strategica resta uno slogan.

L’Europa è sospesa tra due architetture di sicurezza: uscita dalla vecchia, incapace di costruirne una nuova. Triangolo impossibile: meno America, sovranità nazionali intatte, sicurezza elevata.

Washington ha indicato la direzione. Bruxelles sta ancora chiedendo la mappa. Le posizioni rimangono inconciliabili. Che potrebbe succedere dunque? Che Washington continuerà per la sua strada forse avvicinandosi a Mosca. A quel punto per l’Europa non rimarrebbe altra strada che pendere per Pechino. Ma sarebbe l’ultimo colpo di coda agli occhi degli americani che potrebbero iniziare a finanziarie le NGO e i partiti europei di ispirazione trumpiana per il cambio di leadership politica. Mala tempora currunt per il Vecchio Continente.