
LNG2026: l’Italia paga il biglietto, ma non sale sul palco
A Doha, da domenica fino a domani, si tiene LNG2026, uno dei principali appuntamenti mondiali per la filiera del gas naturale liquefatto, ospitato al Qatar National Convention Centre.
Nel Golfo l’energia non è “un settore”: è una grammatica di potere, investimenti, sicurezza e relazioni industriali. Per questo, quando l’Italia appare timida proprio qui, non è un dettaglio: è un segnale.
L’industria italiana c’è, ma il “Sistema Italia” si vede poco.
ENI figura tra i Diamond Sponsors ufficiali della conferenza e Saipem compare nella sezione Discovery Hub/speaker con Davide De Bacco come LNG Technologies SME. Insomma: aziende, competenze, investimenti, ci sono.
E allora la domanda diventa inevitabile: perché la “cornice Paese” appare così poco leggibile? Dove sono la regia, l’agenda, il racconto coordinato, il moltiplicatore per la filiera?
Più o meno nella stessa finestra temporale (da sabato scorso fino ad oggi) l’ICE documenta una “presenza italiana” strutturata al Web Summit Qatar con una pagina dedicata e un impianto promozionale chiaro.
Su LNG2026, invece, l’ICE risulta pubblicare una news di contesto sull’evento, utile, ma ben lontana dall’idea di una mobilitazione Paese paragonabile.
Qui il tema non è personale: è istituzionale. L’Ambasciatore a Doha è Paolo Toschi; nella biografia ufficiale dell’Ambasciata si legge che è sposato con Federica Cellini (che pretende di farsi chiamare “Ambasciatrice”, ma di cosa non si sa).
E nel Golfo, l’autorevolezza non è un accessorio: è la valuta che compra accesso e fiducia.
Se poi si aggiunge un episodio riportato anche dalla stampa estera che, comunque lo si legga, dovrebbe imporre una soglia altissima di prudenza nella selezione degli inviti e nella gestione delle “prossimità” istituzionali.
Ci riportiamo al caso di un cittadino italiano a Doha, diffidato da San Marino per l’esposizione di una targa che richiamava un presunto “consolato” (“Republic of San Marino – Consulate – Residence”) ed espulso dal Qatar a dicembre con provvedimento dell’autorità giudiziaria.
Ci si riferisce a quell’Augusto Coriglioni, invitato da Paolo Toschi ad eventi ufficiali e più volte ospite in Ambasciata per non comprovati motivi, come il fatto che sarebbe stata invitata presso la residenza dell’ambasciatore italiano in occasione della visita a Doha del viceministro Valentino Valentini (maggio 2024).
Ecco, l’Italia a LNG2026 sembra la persona che ha il biglietto in prima fila, ma decide di restare in corridoio a rispondere ai messaggi.
Eppure gli ingredienti ci sono tutti: aziende top, competenze, interessi convergenti, contesto favorevole. Manca la cosa più italiana di tutte, ma nel senso peggiore: la regia.
Se vuoi contare nel Golfo, non basta esserci. Devi essere leggibile: con un’agenda, una squadra, un posizionamento.
Altrimenti il “Sistema Italia” non fallisce con uno scandalo: fallisce nel modo più umiliante… per irrilevanza.
E ancora oggi il MAECI e i vertici di ICE devono rispondere del perché Paolo Toschi e Paola Lisi nel piano promozionale hanno escluso momenti importanti come uno dei principali appuntamenti mondiali per la filiera del gas naturale liquefatto.


