
Melenchon, ecco i “danni” dell’aria condizionata e della sinistra che vuole farci sudare
C’è una cosa che la sinistra europea non sopporta: che tu stia comodo. Che tu, essere umano qualunque, in una sera d’estate a quaranta gradi, possa premere un tasto e respirare. No. Quello no. Quello è egoismo, è consumismo, è — udite udite — un attentato al pianeta.
Mentre l’Europa conta i morti per il caldo — quasi 15.000 in Francia nel 2003, oltre 61.000 nel continente nel 2022 — i custodi del pensiero corretto si interrogano sul peccato originale del condizionatore. Mélenchon, il Robespierre con l’aria fresca a casa propria, ha sentenziato che non esporrebbe i nipotini all’aria condizionata perché “rovina i seni nasali”. I seni nasali. A migliaia di persone, intanto, si fermava il cuore.
Su questa faccenda ha ragione la destra. Marine Le Pen propone prestiti per far installare i condizionatori a chi non se li può permettere, e la cosa più scandalosa — per i ben pensanti — è che è una proposta sensata. Perché il caldo non uccide i deputati nei loro uffici climatizzati. Uccide gli anziani al quarto piano senza ascensore, i poveri, chi non ha la seconda casa in Engadina. Esattamente quelli che la sinistra giura di proteggere mentre li invita alla “sobrietà energetica”. Tradotto dal francese: sudate, plebei, è per il bene del pianeta.
E il pianeta? Il raffrescamento pesa per circa il 3% delle emissioni globali, vero. Ma in Francia due terzi dell’elettricità è nucleare: un condizionatore acceso lì inquina quanto una candela votiva. Solo che il nucleare, per la stessa sinistra, è un altro tabù. Ed ecco svelato il trucco: prima demonizzi l’energia pulita che ti serve, poi demonizzi il consumo che ne deriva, e infine spieghi al pensionato che il problema è il suo desiderio di non morire bollito. Un capolavoro di coerenza.
Il fatto è che qui non si discute di gradi centigradi. Si discute di una liturgia. La decrescita — Piketty, gli economisti del “doomed strategy”, i relatori ONU che vogliono mettere il tetto ai consumi e accorciarti la settimana lavorativa — non è una politica energetica, è una religione del sacrificio. E come ogni religione del sacrificio ha bisogno di peccatori da redimere. Il peccatore, oggi, sei tu che vuoi dormire la notte.
L’84% dei francesi dice che l’aria condizionata funziona contro il caldo. Solo il 22% ce l’ha. In mezzo c’è tutto: il prezzo, sì, ma anche il senso di colpa instillato a forza, l’idea che desiderare il fresco sia volgare. Un’élite che ha freddo d’estate predica caldo al popolo.
La verità è che il progressismo è arrivato al punto di considerare un lusso decadente l’unica cosa che, in una città a quaranta gradi, separa un anziano vivo da un anziano morto. Chiamatela pure sobrietà. Per chi la subisce ha un nome più semplice: classismo con la coscienza verde.


