Milano/Cortina 2026: i Giochi Olimpici Invernali come ponte per ricucire con il Qatar

Milano/Cortina 2026: i Giochi Olimpici Invernali come ponte per ricucire con il Qatar

06 febbraio 2026

L’incontro odierno a Milano tra la premier Giorgia Meloni e l’Emiro Tamim bin Hamad Al Thani avviene in una cornice dal respiro globale: l’inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano/Cortina 2026. Proprio mentre gli occhi del mondo sono puntati sull’Italia per l’apertura delle Olimpiadi, questo vertice assume un valore strategico che va ben oltre la celebrazione sportiva e il cerimoniale.

La presenza dell’Emiro per il grande evento invernale offre l’occasione cruciale per tentare una riparazione sistemica dei rapporti, riannodando i fili di una cooperazione Italia-Qatar che negli ultimi anni si è sfilacciata pericolosamente. Il contesto festoso non deve però nascondere la realtà: il vertice arriva dopo una fase in cui il “Sistema Italia” ha fallito nel presidiare il Qatar, uno dei mercati più rilevanti al mondo. Un fallimento con responsabilità precise, riconducibili alle insufficienze operative dell’Ambasciata italiana a Doha e dell’Ufficio ICE.

L’Ambasciata ha perso centralità politica, apparendo reattiva e scarsamente integrata nelle reti decisionali locali, dove le relazioni personali contano più dei protocolli. Parallelamente, l’azione dell’ICE è stata percepita come episodica e autoreferenziale, scollegata dalle priorità qatariote e priva di coordinamento con le imprese strategiche. Mentre l’Italia moltiplicava fiere e missioni senza generare risultati strutturali (“mostrando il marchio” ma non costruendo alleanze), i competitor occupavano gli spazi nei grandi dossier.

Essere ai margini a Doha significa perdere influenza globale. Il Qatar non giudica le dichiarazioni, ma la capacità di esecuzione: finché Stato, imprese e diplomazia non si muoveranno come un attore unitario, l’Italia resterà indietro. Il passo falso non è irreversibile, ma è reale. La diplomazia della fiducia richiede tempo e coerenza, elementi che finora sono mancati. La sfida che parte oggi da Milano, sotto i riflettori olimpici, è dimostrare che l’Italia non vuole solo ospitare grandi eventi, ma sedersi stabilmente ai tavoli geopolitici che contano.