
Mps, quattro consiglieri contro Bisoni: “Sull’operazione Bpm il Consiglio è stato scavalcato”
Alta tensione nella governance di Banca Monte dei Paschi di Siena. Con una lettera datata 25 luglio, quattro consiglieri di amministrazione — Paolo Boccardelli, Antonella Centra, Paola De Martini e Nicola Maione — hanno contestato formalmente al presidente Cesare Bisoni presunte irregolarità nel funzionamento del board, informando per conoscenza il Collegio sindacale.
Al centro della missiva, le indiscrezioni di stampa su un confronto in corso tra Mps e Banco Bpm per presentare un piano di integrazione il 6 agosto. Un’interazione, scrivono i firmatari, mai autorizzata dal Consiglio: se la notizia è infondata va smentita a tutela del mercato; se è fondata, si tratterebbe di atti compiuti senza delibera né delega, con obbligo di immediato comunicato, tanto più sotto il regime dell’art. 104 Tuf. I consiglieri ricordano inoltre che Bpm è parte correlata di Mps e che il Comitato competente non risulta coinvolto.
Nel mirino anche la mancata sostituzione dei due consiglieri cessati, espressione della lista di minoranza: l’assemblea di aprile ha fissato il board a 15 membri e i firmatari chiedono, ex art. 16.1 dello Statuto, l’immediata convocazione del Cda per le nomine, respingendo la tesi che occorra attendere il fit and proper Bce. Completano il quadro i rilievi su documentazione consegnata a ridosso delle riunioni e comitati endoconsiliari a trazione della lista di maggioranza.


