Musk vuole portare i data center nello spazio

Musk vuole portare i data center nello spazio

03 settembre 2026

Elon Musk ha trovato una soluzione semplice alla fame di energia dell’intelligenza artificiale: portare i data center nello spazio. SpaceX punta a costruire una gigantesca costellazione di satelliti alimentati dal Sole, trasformando l’orbita terrestre in una nuova infrastruttura industriale. L’obiettivo dichiarato è impressionante: arrivare a installare fino a 100 gigawatt l’anno di capacità di calcolo per l’IA.

L’idea ha una sua logica. I data center terrestri stanno diventando enormi consumatori di elettricità e richiedono reti, centrali e sistemi di raffreddamento sempre più grandi. Nello spazio, invece, l’energia solare è abbondante e può essere raccolta quasi continuamente scegliendo opportunamente l’orbita. Musk immagina fino a un milione di satelliti collegati attraverso comunicazioni laser.

Il problema è che nello spazio l’elettricità è forse la parte più facile.

La prima difficoltà è portare lassù tutto il necessario. SpaceX deve trasformare Starship non semplicemente in un razzo riutilizzabile, ma in una sorta di camion spaziale capace di effettuare migliaia di voli a costi radicalmente inferiori a quelli attuali. Senza questa rivoluzione logistica, i conti semplicemente non tornano.

Poi c’è il calore. Sulla Terra possiamo raffreddare i computer utilizzando aria e acqua. Nel vuoto spaziale bisogna invece disperdere il calore principalmente attraverso radiazione. Questo significa installare enormi radiatori. Il progetto illustrato dal Financial Times prevede per ogni satellite pannelli solari da circa 210 kilowatt, un’apertura complessiva di 75 metri e circa 160 metri quadrati di radiatori.

E non basta. I processori più avanzati sono vulnerabili alle radiazioni cosmiche, richiedono schermature e devono funzionare praticamente senza manutenzione. Sulla Terra una GPU guasta viene sostituita. A centinaia o migliaia di chilometri dalla Terra diventa un problema industriale completamente diverso.

La vera scommessa di Musk, quindi, non riguarda lo spazio. Riguarda il costo dell’energia e della logistica.

L’intelligenza artificiale sta diventando talmente affamata di elettricità che comincia a modificare la geografia stessa dell’industria. Prima i data center cercavano energia a basso costo. Poi hanno iniziato a costruire centrali dedicate. Ora qualcuno pensa addirittura di uscire dal pianeta.

È forse questa la parte più interessante del progetto SpaceX: perché “quando una tecnologia comincia a cercare energia nello spazio, significa che sulla Terra la competizione per elettricità, reti e materie prime è appena cominciata”.