
Passera e i conti della sua ex-banca: “Illimity” solo di faccia tosta
Gli addetti ai lavori lo sapevano e se lo raccontavano tra loro, trattenendo a stento un sorriso: Corrado Passera banchiere non era stato un granché, anche se la struttura articolata ed efficiente di una banca come Intesa Sanpaolo ne aveva inizialmente occultato i difetti di manico. L’evidenza è arrivata quando l’ex assistente di Carlo De Benedetti si è messo in proprio, fondando Illimity, banca privata dalle ambizioni (appunto) senza limiti. Una parabola breve, poi la cessione a Banca Ifis.
Qui i nodi sono arrivati al pettine, come spiega bene il Sole24Ore: dopo l’acquisizione e prima dell’incorporazione )attesa dal mercato entro l’anno), Ifis vuole quantificare danni e responsabilità per svalutazioni complessive; indicate in circa 400 milioni, tra rettifiche 2025, due diligence richiesta dalla Vigilanza e ulteriori impatti previsti nel 2026.
Non è solo una resa dei conti con la stagione Passera, ma il modo con cui l’acquirente prova a separare il proprio bilancio industriale dal conto della banca acquisita.
Insomma, non proprio una bella figura per Passera, appena inferiore o simile a quella della sua fugace avventura politica con la fondazione di Italia Unica e poi la candidatura subito abortita per mancanza di voti a sindaco di Milano; quando a Brera, dove abita, si mise improvvisamente a salutare tutti i vicini di casa e i negozianti, cosa mai fatta prima.
Un disastro politico annunciato, ma e’ la ingloriosa parabola di Illimity quella che muove i sorrisi trattenuti della business community, prova assoluta del divario tra le ambizioni e la realtà. Anche se, a molto parziale discolpa di Passera, va detto che quello del banchiere non e’ proprio il piu’ facile dei mestieri.


