Piazza Pulita e il falso “giornalismo investigativo” : ma chi è il mandante?

Piazza Pulita e il falso “giornalismo investigativo” : ma chi è il mandante?

20 marzo 2026

Dobbiamo dire che il  “caso  Drass/ Garibaldi/Crosetto” ci ha regalato un record.

Già avevamo assistito alle figure barbine del Fatto Quotidiano, nell’assalto disperato a Crosetto ed alla Drass, armati di nulla se non insinuazioni e maldicenze.

Una strumentalità senza vergogna, testimoniata con ironia qui su Sassate, e con smentite precipitose sullo stesso giornale.

Ma, in tutta onestà, non si era mai vista una (finta) indagine giornalistica sbriciolata pezzo su pezzo con precisione chirurgica, chiarezza e rapidità come è avvenuto con il servizio di Piazza Pulita sullo stesso argomento, grazie al video pubblicato qui di seguito da Drass e che vi invito a visualizzare per capire bene cosa sia il tanto strombazzato “giornalismo investigativo”.

Un servizio nato già con l’aggravante dell’avere a disposizione tutte le risposte dei bersagli alle diffamazioni, alle manipolazioni, agli equivoci intenzionali, omettendo però di pubblicarle.

Purtroppo, questo evento non è la prima testimonianza di una nuova frontiera, che si attraversa quando *il giornalismo di inchiesta si trasforma in killeraggio mediatico su commissione.* Sforzandosi di guardare questa evoluzione senza coinvolgimento, ci sono aspetti clinicamente interessanti:

  1. L’arroganza di chi usa la carta stampata per colpire su mandato, senza alcun riguardo per la verità, sapendo che l’obiettivo non avrà mai la cassa di risonanza forte, per fare sentire con lo stesso volume la sua smentita.
  2. Ciò nonostante, la potenzialità che offrono i social media anche ai più indifesi di fare sentire la propria voce ad una selezionata utenza; nel passato Drass non sarebbe riuscita a farci arrivare questo messaggio così efficace.
  3. L’ingordigia del pubblico per queste valanghe di scandali su commissione, che si accende e si spegne ormai così rapidamente da non riuscire neanche a propagarsi. Il pubblico generalista si è assuefatto e si appassiona sempre di meno. Chi commenta lo fa su base ideologica e non perché approfondisca i fatti.
  4. L’onda lunga dei processi per diffamazione a mezzo stampa. Sono così lenti, numerosi, disconnessi dall’evolversi della realtà, che sembrano vivere in un loro metaverso.

Insomma, era meglio il vecchio mondo, in cui invece di nasconderti dietro un sicario con la tastiera ti davi appuntamento in strada e ti sfidavi a duello.

GUARDA IL VIDEO: Drass, Indonesia, Garibaldi, le menzogne di Piazza Pulita