Piombino, altro che terzo socio: Metinvest si sfila e Urso resta con il cerino in mano

Piombino, altro che terzo socio: Metinvest si sfila e Urso resta con il cerino in mano

25 agosto 2026

La narrazione ufficiale parla della ricerca di un “terzo socio” per la nuova acciaieria a basse emissioni di Piombino. Ma la sostanza è assai meno rassicurante: non si sta cercando un investitore aggiuntivo da affiancare a Danieli e Metinvest, bensì un secondo socio destinato a sostituire, almeno finanziariamente, il gruppo ucraino che si sta sfilando dal progetto.

La distinzione non è semantica. L’investimento complessivo vale 3,2 miliardi di euro, dei quali 1,5 miliardi dovrebbero essere messi da Danieli e 285 milioni dallo Stato. Secondo quanto riportato dal Messaggero Veneto, sarebbe stato il gruppo di banche coinvolto nel finanziamento a chiedere l’ingresso di un nuovo investitore per riequilibrare la partecipazione. Se Metinvest fosse davvero pronta a sostenere il piano originario, non ci sarebbe alcun bisogno di cercare in fretta fondi infrastrutturali, investitori “semi-industriali” o altri gruppi siderurgici.

Il progetto, intanto, accumula ritardi. L’avvio dei cantieri slitta alla primavera del 2027, con uno scostamento di otto-dieci mesi rispetto al programma iniziale. Le difficoltà dell’iter per la Valutazione di impatto ambientale vengono indicate come una delle cause, ma il vero problema è ormai la tenuta della struttura societaria. Le “manifestazioni di interesse” vantate da Luca Villa, amministratore delegato di Metinvest Adria, non sono impegni finanziari vincolanti. E senza un socio disposto a mettere capitale e assumersi il rischio industriale, autorizzazioni e prestiti bancari servono a poco.

Il dossier Piombino sta così diventando l’ennesimo banco di prova fallito per Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy. Dopo il disastro dell’ex Ilva di Taranto, fatto di tavoli, gare, rinvii e investitori che arretrano, anche la nuova acciaieria toscana rischia di trasformarsi in un annuncio senza fondamenta industriali.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato un nuovo tavolo per il 20 ottobre. Ma il punto non è convocare un’altra riunione: è spiegare chi metterà davvero i soldi. Presentare la sostituzione di Metinvest come un semplice “allargamento” della società serve soltanto a nascondere la fragilità del progetto. Se non arriverà rapidamente un socio vero, Piombino sarà il prossimo capitolo della politica siderurgica di Urso: molti comunicati, molto denaro pubblico e pochissimo acciaio.