Sicuri che Trump perderà le mid term?

Sicuri che Trump perderà le mid term?

25 agosto 2026

C’è una certezza che sembra accomunare buona parte degli opinionisti occidentali: Donald Trump perderà le elezioni di metà mandato. La guerra con l’Iran è impopolare, il consenso del presidente è ai minimi e quindi la sconfitta repubblicana sarebbe praticamente scritta.

Peccato che le elezioni non si vincano sui sondaggi nazionali. E soprattutto non si vota oggi.

L’ultimo sondaggio Reuters/Ipsos offre certamente materiale ai pessimisti. Solo il 31% degli americani approva l’intervento militare contro l’Iran, contro il 37% di marzo e il 34% di inizio agosto. Persino tra gli elettori repubblicani il sostegno alla guerra è sceso dal 77% al 69%. Ancora più pesante il dato personale: appena il 33% approva l’operato di Trump alla Casa Bianca, minimo registrato da Reuters/Ipsos nei suoi due mandati.

Numeri pessimi. Ma trasformarli automaticamente nella previsione di una sconfitta alle midterm significa confondere una fotografia con il risultato finale della partita.

Mancano ancora mesi al voto e soprattutto Trump sta facendo politica avendo chiaramente novembre davanti agli occhi. La proposta di portare a 103.000 dollari il costo dei visti H-1B, rendendo di fatto questo canale accessibile quasi esclusivamente agli immigrati con redditi molto elevati, va letta anche in questa chiave. Lo stesso vale per la preparazione della revoca dei visti fino a 200.000 stranieri. Immigrazione, lavoro, protezione dei salari americani: esattamente i temi sui quali Trump può tentare di ricompattare la propria base.

C’è poi una variabile molto meno discussa e potenzialmente ancora più importante: le regole del voto.

La Corte Suprema ha consentito, almeno per il momento, l’applicazione di un ordine esecutivo di Trump che introduce controlli più stringenti sul voto postale, sulle liste degli elettori e sulle buste utilizzate per esprimere il voto. Parallelamente, secondo il New York Times, il presidente ha consolidato la propria influenza sul servizio postale.

È un elemento che dovrebbe suggerire prudenza a chi costruisce scenari politici, finanziari e geopolitici assumendo che la macchina elettorale funzionerà esattamente come nelle precedenti consultazioni. Per non parlare dell’ormai consolidata inaffidabilità dei sondaggi.