Politica energetica, arrivano due indizi: adesso aspettiamo il terzo (un decreto?) che li trasformi in prova

Politica energetica, arrivano due indizi: adesso aspettiamo il terzo (un decreto?) che li trasformi in prova

30 agosto 2025

Il Governo scende in campo (finalmente verrebbe da dire) sul fronte energia. Nelle ultime 24 ore due sono in particolare i segnali che destano attenzione.

Il primo, ieri, giunto per bocca del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin: “La scelta del governo è di fermare la produzione di energia elettrica con il carbone, a Brindisi e Civitavecchia, le due grandi centrali. Ma nel contempo io non me la sento di ordinare lo smantellamento delle centrali a carbone. Nell’immediato in presenza di una guerra in Europa ed una situazione difficile nel Mediterraneo, il partire con lo smantellamento sarebbe molto azzardato, perchè prima di tutto è un tema di sicurezza nazionale”.

Il secondo passaggio è arrivato invece oggi dalla lettura del Corriere della Sera secondo cui il Governo starebbe lavorando su un decreto energia per abbattere o ridurre lo scarto fra il prezzo nazionale all’ingrosso (Psv) e quello europeo (Ttf). Una questione che Sassate aveva affrontato il 5 maggio: “il gas che compriamo noi italiani costa più di quello che si compra a un’ora d’aereo da qui. E non di poco: circa 2 euro in più a megawattora rispetto al TTF olandese, il prezzo di riferimento europeo. In Germania pagano la metà di questo sovrapprezzo. In Spagna addirittura riescono a pagare il gas meno del TTF”.

L’augurio ora è che si proceda a passo spedito e si portino a compimento le due misure ventilate. Le imprese hanno estrema necessità di un abbassamento dei costi dell’energia. E, se escludiamo manovre da fantascienza come il tanto strombazzato disaccoppiamento (che non si può fare, con buona pace del presidente di Federacciai Antonio Gozzi), le misure oggi allo studio sono tra le poche misure che si possono ragionevolmente adottare.