Profumo vs Bono: dall’accordo con Intermarine alla visita di Trump

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La differenza, del tutto trascurabile, sta in due comunicati: quello trionfalistico di Leonardo per l’accordo-marchetta targato Pd con l’Intermarine di Colaninno e quello sulla storica visita del Presidente Trump alle darsene USA di Fincantieri. Due pesi e due misure che rendono meglio di qualsiasi altro paragone la ridicola offensiva di Alessandro Profumo contro Giuseppe Bono. Perché mentre l’AD di Leonardo era tutto preso in CdA a definire i programmi di epurazione all’interno dell’ex-Finmeccanica, il Pentagono confermava l’arrivo di The Donald al complesso industriale navale di Marinette, in Wisconsin. Dove Fincantieri sta costruendo ed allestendo le LIttoral Combat Ships (unità veloci di pattugliamento costiero) e le nuove fregate per la US Navy. Ed è una visita che si può tranquillamente definire storica, allo stesso livello di quella di Obama alla Chrysler quando fu comprata dalla FIAT di Marchionne. Anche perché è oltretutto il riconoscimento all’unica maxi-commessa aggiudicata ad un’azienda occidentale della difesa durante la pandemia. Ecco, mentre Arrogance Profumo può congratularsi con se’ stesso per l’accordo Intermarine e il giubilamento di Mariani, cioè di uno dei migliori manager commerciali europei, Giuseppe Bono è costretto a leccarsi questo genere di ferita. Non c’è partita, vero?

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