RAI: fuori i partiti da viale Mazzini? Ecco il “pactum sceleris” ideato dal Pd per avere due consiglieri in CdA

Un finto consigliere “indipendente” designato dal sindacato rosso dell’USIGRAI e un’altra consigliera dirigente del Pd ma “truccata” da indipendente come  rappresentante dei lavoratori di viale Mazzini.
Sarebbe questo l’accordo raggiunto tra le varie anime della sinistra che allignano in Rai e ne hanno fatto da decine di anni un fortino inespugnabile. Gli stessi, giornalisti dell’Usigrai e militanti del Pd, che strillano continuamente “fuori i partiti da viale Mazzini!”
Certo, come no, purché siano i partiti del centrodestra, quelli che hanno democraticamente vinto le ultime elezioni politiche.
E veniamo ai personaggi ed interpreti di questa fiction. Il finto consigliere “indipendente”, che consentirebbe ad Elly Schlein e al suo scudiero della comunicazione, Sandro Ruotolo, di sbandierare ai quattro venti di non aver fatto una scelta lottizzatoria di partito, e’ Roberto Natale. Dirigente interno di Rai per la Sostenibilità, ex-presidente della FNSI, a lungo dirigente -appunto- dell’Usigrai, ma soprattutto già candidato alle politiche con SEL e portavoce di Laura Boldrini quando l’attuale esponente del Pd era Presidenta (mi raccomando la “a” finale) della Camera dei deputati. Come si vede un indipendente a tutto tondo.
Già, però, si sa che c’è da difendere le quote di genere. E il Pd sembrava  destinato a dover designare una donna. E allora cosa si inventano al Nazareno e all’Usigrai? Semplice: vorrà dire che grazie ai voti irregimentati dei giornalisti “rossi” e dei lavoratori (altrettanto rossi) della CGIL , sarà blindata una donna come rappresentante dei dipendenti. Eccone una scelta a caso: Alessandra Clementini, segretaria della sezione Pd di Monterotondo, militante dura e pura e già candidata non eletta alle ultime elezioni politiche.
Non è un accordo meraviglioso che salva capra e cavoli, consentendo l’elezione in CdA di due fedelissimi delle politiche del Nazareno?
Già, ma nella legge su queste nomine non c’è scritto che gli eletti devono poter dimostrare la loro indipendenza, proprio da quei partiti che dovrebbero restare fuori dalla Rai?
Quisquilie, pinzellacchere, avrebbe commentato Totò’.

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