Rai, Fuortes prova a salvarsi con una pioggia di 20 procedimenti disciplinari contro dipendenti del Centro di Produzione di Roma

All’inizio sembrava un licenziamento isolato, ora rischia di diventare una valanga. Perché 20 procedimenti disciplinari attivati contemporaneamente, in Rai non si erano mai visti. Neanche ai tempi (2015) dello scandalo legato alle gesta dei fratelli Biancifiori. Ma il teatro in cui si svolge anche questa rappresentazione, è sempre lo stesso: il Centro di Produzione Rai di Roma.
L’impressione è che l’AD Carlo Fuortes stia tentando una manovra disperata per cercare di salvare la poltrona dopo le turbolenze legate al Festival di Sanremo. Una sorta di “pulizie di Pasqua” per dimostrare al governo e alla maggioranza di centrodestra di avere in pugno l’azienda e di non guardare in faccia a nessuno. Compresi quei sindacati che -avendo propri dirigenti coinvolti in questa nuova brutta vicenda- si accingono, come al solito, ad alzare barricate in difesa dei dipendenti coinvolti.
Tutto ha inizio a settembre dell’anno scorso, quando viene licenziato in tronco un impiegato in servizio alla DEAR; uno stretto collaboratore di una funzionaria del settore logistico che gestisce gli appalti delle ditte esterne che a loro volta forniscono operai “precari” all’azienda.
Parte una “soffiata” e il 10 novembre scende in campo con un’intervista ad uno di questi operai il noto “tormentatore” Rai di “Striscia la notizia”, Pinuccio.
Saltano fuori retroscena “sospetti” e cominciano le indagini interne sulla regolarità degli appalti, sull’assunzione del “figlio di” in una delle ditte vincitrici, con l’aggravante che il premuroso genitore è anche un componente della RSU.
Poi si scopre che non venivano fatti i previsti controlli sulle ore effettivamente lavorate da questi operai delle ditte “esterne”, con conseguente “gonfiamenti” dei costi accollati alla Rai e quindi inevitabile danno erariale.
Che ora, al termine dei procedimenti disciplinari e degli inevitabili  provvedimenti, potrebbero essere contestati ai dipendenti per il relativo “ristoro” nei confronti dell’azienda di viale Mazzini.
Come s’e’ detto, gli “imputati” per il momento sono già 20. Tra loro, c’è un po’ di tutto: un direttore e un ispettore di produzione, ma anche arredatori e macchinisti di scena. Perché, poco alla volta, le indagini hanno scoperto anche altre magagne, di cui però ancora non si sa molto.
Ma non c’è da preoccuparsi: basta aspettare e delle “pulizie di Pasqua” scopriremo certamente altre “chicche” significative.
Nel frattempo, gira con insistenza la voce che questo nuovo scandalo porterà alla sostituzione -al vertice del Centro di Produzione di Roma- della “compagna” Paola Sciommeri con l’ex-“camerata” (ora leghista”)  Alessandro Zucca. E forse potrebbe voler dire che Fuortes si è davvero deciso a dare anche il via all’atteso riequilibrio chiesto a gran voce dalla nuova maggioranza di governo…

Guarda il servizio di Striscia la notizia:

Tangenti e bustarelle ai dirigenti Rai: lo scandalo degli appalti truccati

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