RAI, il TAR non accoglie la sospensiva per la nomina del nuovo CdA; Zaccaria e sinistra minacciano altri ricorsi

Ricordate la canzone dei Rokes?

Bisogna saper perdere…non sempre si può vincere…come vuoi e quando vuoi…”.

Sicuramente, per motivi anagrafici, se la ricorderà il professor Roberto Zaccaria, dopo aver sbattuto contro il muro del TAR del Lazio, cui aveva presentato un dotto ricorso per impedire la nomina del nuovo CdA (per la prima volta a maggioranza di centrodestra) di viale Mazzini.

Già, perché i giudici amministrativi non hanno accolto la sua estemporanea richiesta di sospensiva, limitandosi a fissare l’udienza sul merito al 24 ottobre. Le motivazioni ancora non si conoscono, ma pare evidente che alla base del ragionamento del TAR ci sia il fatto che il nuovo regolamento europeo in tema di selezione delle candidature non è stato ancora recepito. Punto e fine della trasmissione.

Quindi, nessuna bocciatura delle regole esistenti e implicito “via libera” alla nomina dei componenti il prossimo CdA da parte di Camera e Senato.

Naturalmente, con la solita prosopopea e doppiezza di togliattiana memoria, Zaccaria e compagni cercano di trasformare la sconfitta in vittoria. E in un comunicato blaterano di “importante passo avanti”, annunciano la “convocazione di un incontro pubblico” e minacciano altri possibili ricorsi pur di impedire l’insediamento del nuovo CdA.

Ma certo, come no. Prepariamoci ad un’altra serie di polemiche ed iniziative contro Governo e Parlamento: la rabbia per il verdetto elettorale continua a salire, non si esaurisce mai, neppure dopo un anno e mezzo.

Con tanti saluti alle regole della democrazia.

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