Renzi sempre più all’assalto della Meloni, ma ha bisogno di SWG

Renzi sempre più all’assalto della Meloni, ma ha bisogno di SWG

24 giugno 2026

Ma che rabbia. Mesi e mesi dedicati ad attaccare in ogni occasione Giorgia Meloni. Decine di interviste sollecitate (e prontamente accordate) per cercare di accreditare l’inadeguatezza della premier a governare l’Italia.

Con queste “performance”, Matteo Renzi era convinto di aver accumulato un mare di crediti all’interno della sinistra. Invece, niente da fare. Malgrado i tentativi di mediazione di quella boccalona di Elly Schlein, al momento di stringere e cominciare a progettare il futuro elettorale del centrosinistra, l’hanno tenuto fuori dal recinto.

Lui ha provato -come al solito- a mescolare le carte, sostenendo che alla famosa cena con la segretaria del Pd,  Conte, Fratoianni e Bonelli non poteva essere presente per il precedente impegno a Chicago con il suo amico Obama, ma la balla non ha retto che pochi minuti: Renzi non era presente perché gli altri partner non ce l’hanno voluto. E malgrado i disperati contorsionismi di qualche vecchio compagno di imbrogli, non potrà essere lui a rappresentare il futuro “centro” all’interno del fantomatico “campo largo”.

Ma che rabbia, che disdetta. Per dover pure leggere che il nuovo astro centrista “gradito” da Conte e da Goffredo Bettini e’ quel bellimbusto dell’assessore romano Alessandro Onorato. Roba da matti. Uno smacco senza precedenti per un ex-premier egoriferito del suo livello.

E poi quel martellamento di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano. Ma come si permette di rinfacciargli tutte le epurazioni in Rai di quando a Palazzo Chigi c’era lui?

Qui bisogna correre ai ripari. Lilli Gruber si è già messa a disposizione, ma non può bastare. Ci vuole la mobilitazione di Adrio De Carolis e della sua SWG, come ai vecchi tempi,  con sondaggi fidati e ben impostati a ripetizione. Si’, e’ necessario sfruttare al meglio il “Fenomeno Vannacci” per far saltare gli equilibri all’interno del centrodestra. Pure Marina Berlusconi e’ pronta a darci una mano, ma soprattutto i sondaggi possono creare il clima giusto. Controbilanciando le rilevazioni “antipatizzanti” di Pagnoncelli sul “Corriere della Sera”, ormai buono solo per le interviste di Maria Teresa Meli.

E poi magari chiamare a raccolta anche i compagni di quando bisognava manipolare le vicende editoriali dell’Unita’. Che fine hanno fatto i Pessina, i Fontanelli, eh?

C’è bisogno di tutti, perche’ questa volta ci giochiamo la nostra stessa esistenza. E come si dice a Roma, “chi si ritira dalla lotta, è un gran fijo de ‘na…”